Chi nella vita non ha mai ascoltato questa celeberrima frase delle Ferrovie dello Stato, causa ritardo treni, dopo lunghe e noiose attese in qualche grande stazione metropolitana o semplicemente nella misera stazione di un piccolo paese sperduto tra le montagne? Eh già, avete udito bene: città o piccolo borgo che sia, Trenitalia non fa sconti. La fatidica frase riecheggia ovunque, oggi più che mai. Dopo aver chiuso i cosiddetti “rami secchi”, storiche tratte ferrate, principalmente situate nell’entroterra, e dopo averne dismesse numerose, con l’incombere dell’attuale crisi, Trenitalia decide, stavolta, non di chiuderne altre, bensì di tagliare numerose corse, di sopprimere gli economici convogli notturni (vedasi i treni che transitavano dall’estremo meridione all’estremo settentrione dello Stivale) e allo stesso tempo di destinarne gli investimenti, i ricavi frutto dei tagli, a migliorare i treni d’èlite. Risultato? E’ facile immaginarselo. Immaginazione di qualcuno che è andata ben oltre la realtà, quasi a sfociare nel surrealismo. E’ così che un giovanissimo professionista regista irpino gira in tempi record il cortometraggio “Trenitaglia – ti salva la vita”, frutto di una sublime e goliardica ironia, sui danni arrecati dai tagli ministeriali e dalle ingiustificabili scelte attuate dall’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Giuliano Capozzi, 28 anni, figlio di quell’Irpinia, alla quale il post-terremoto non ha risparmiato nulla (vedasi a titolo d’esempio – ma che calza a pennello- chiusura della storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta S.A., fortemente voluta e fatta realizzare a fine ‘800 dal politico e critico letterario Francesco de Sanctis ) , sviluppa l’idea dell’attrice e regista Monica Mariotti, creando un grazioso quanto geniale short movie, grazie anche alla disarmante e dissacrante interpretazione di Gian Luca Bianchini. Surreale per quanto riguarda la trama, i quattro minuti e mezzo di filmato, merito del regista e dell’attore, riescono però a ricreare nello spettatore la spasmodica e reale attesa del celebre ritardo del treno di turno. Il finale, che rivela l’ironia di fondo del corto, ci regala quindi un largo sorriso, ma molto amaro se si pensa che la finzione non è poi così tanto lontana dall’attuale realtà. Dopo tutto, l’idea iniziale, infatti, è stata dettata a Monica dal suo essere pendolare, che quasi quotidianamente si ritrova a far i conti, e come lei anche Gian Luca, con i disagi causati dagli innumerevoli ritardi e dalle continue soppressioni di Trenitalia. Che tu sia Monica o Gian Luca, non disperarti, Trenitaglia ti salva la vita! In rete da alcuni giorni, il video sta spopolando sul web, grazie alla dilagante condivisione sui principali social network.