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Da due anni, grazie alla disponibilità di questa testata, con la rubrica dedicata alla Grande Madre, vado proponendo una conoscenza più approfondita del territorio sotto un profilo antropologico, botanico e paesaggistico. La mia non è presunzione di insegnamento piuttosto è trasmissione di esperienze, sensazioni, emozioni. Avere uno spazio per “raccontare” è come poter contare su un amico paziente che ascolta ogni tuo vissuto, o intuizione a volte ai limiti del ragionevole. Frutto di questi anni di lavoro è il progetto che ho proposto a quattro comuni irpini: un percorso annuale con ricorrenze stagionali in cui avrà ampio spazio l’antropologia, la botanica, la fitoterapia, la gastronomia e tutta la cultura in linea con il rispetto della natura. A sostenermi in questa impresa insolita sarà l’AGenzia di Promozione del Territorio “Irpinia Turismo srlcr” amministrata da Agostino Della Gatta, l’Amministrazione Comunale di Castelfranci con referente il prof. Alessandro Di Napoli, di Teora con il direttore del Festival delle Serenate Gerardo Lardieri, di Prata PU con la proff.ssa Anna Renna, di Bonito con l’Assessore David Ardito, gli intellettuali Aldo Grieco, Paolo Saggese, Valerio Ricciardelli, Emilio De Roma, Nunzio Lucarelli, Paola Silano, Erminia Barbieri, Aldo De Francesco, Linda Iurato, Giuseppe Iuliano ecc.

Con questa iniziativa mi propongo di tentare il recupero del rapporto uomo-terra in cui “Terra” è intesa come Madre Assoluta, utero dal quale tutto ha origine e al quale ogni materia si ricompone. “Terra” è anche il luogo delle energie sconosciute a molti, energie che determinano la qualità della vita. Tali energie erano catturate, in passato, attraverso rituali, luoghi, animali, piante e momenti calendariali, pratiche oggi bocciate perché etichettate come superstiziose. Non è blasfemo suggerire di porsi in una posizione oltre le singole religioni e aspirare ad una verità unica, assoluta, uguale per tutti gli uomini e le creature dell’universo. Si tratta di professare un grande atto di umiltà in cui si sostiene di essere assolutamente ignoranti. Secoli di ricerca scientifica hanno cancellato nell’uomo ogni traccia di umiltà e con essa di intuizione. Nemmeno la recente conferma del bosone di Higgs è bastata a far ricredere l’uomo in mania di potenza. L’uomo può comprendere se si pone in ascolto dopo aver cancellato se stesso, ma chi di noi è disposto a questo dopo aver fatto il diavolo a quattro per un po’ di visibilità e autostima! Svuotare se stessi serve a rintracciare quelle corrispondenze arcaiche mai estinte, solo svalorizzate. Riscoprire tali corrispondenze significa ridimensionare ogni elevazione personale a discapito del tutto e, nello stesso tempo, raggiungere una elevazione interiore alla quale, ormai, pochi tendono. L’uomo occidentale, in corsa verso il successo e la gloria fittizia, è capace di giustificare ogni mezzo per raggiungere il proprio fine, dimenticando di essere piccola particella di cosmo col quale deve necessariamente essere in armonia. La visione olistica, tanto professata dalla scuola di Elea, è la chiave di tutto. Il pensiero di Parmenide, che Platone definì “maestro venerando e terribile”, è incredibilmente attuabile. L’uomo è una particella del tutto cosmico inserito in un contesto universale sebbene la medicina attuale sia più propensa a studiare, separatamente, un cuore o un fegato per la loro funzione fisiologica.   L’uomo antico rispettava i momenti e catturava le essenze pur non avendo cognizione scientifica delle cose. Ogni ricorrenza della Grande Madre era momento sacro in cui l’uomo consolidava la propria spiritualità. Attraverso i secoli si sono succeduti i credo ma non è cambiata l’essenza, il meme “Madre” è sempre all’origine di ogni cosa. Entrare in contatto con la Grande Madre significa superare ogni pregiudizio culturale e religioso per  disporsi all’ascolto, all’armonia. Nel corso del giorno e dell’anno ci sono momenti particolari in cui l’uomo può entrare in contatto più diretto con le forze della natura, l’alba, il primo raggio di sole, gli equinozi, ognissanti, la notte del Battista, Natale. Intorno a queste ricorrenze ruota tutta una tradizione di riti, cibi, preghiere, canti, pronostici. Avvalendomi del mio cammino personale, traccerò un sentiero in cui coglierò la disponibilità di esperti e studiosi di materie attinenti al progetto. Mi avvarrò della presenza costante del gruppo consultivo costituito da persone scelte per sensibilità, affidabilità, competenza, sincerità, a queste verranno aggiunte tutte quelle che troveranno interessante il progetto. Per rendere attuabile quanto detto è indispensabile spogliarsi di qualsiasi campanilismo e pensare il territorio in termini fisici, senza confini politici. Nel Duemila non è immaginabile lanciare un piccolo centro sperduto sulle montagne se non si preserva la montagna stessa, è dando priorità alla “montagna” che si può  aspirare alla ripresa del paesino. Tutte le manovre politiche non hanno alcun valore se l’uomo non impara il rispetto del prossimo e dell’ambiente in cui ha avuto la fortuna di nascere. Questa forma della nostra vita è così breve che non ci permette di veder realizzato un progetto, pertantol’azione non deve essere di un singolo ma deve auspicare a trasformarsi in una corrente di pensiero, uno stile di vita contagioso. Riscoprire la tradizione delle feste della Terra non vuol dire fare un passo indietro e riaccollarci le credenze con il loro peso inopportuno piuttosto deve essere un momento di riflessione, di meditazione, uno sforzo di comprensione,un’occasione per sperimentare il potere terapeutico del rito eseguito nella maniera corretta, con lo spirito giusto. Un falò non è un semplice fuoco acceso né un pellegrinaggio è una semplice passeggiata tra i campi. La notte delle streghe o di Ognissanti non è una trovata per speculazioni consumistiche ma un momento di transizione posto nel cammino circolare del tempo, comprenderne il valore culturale e sociale è lo scopo del progetto e di quanti vi hanno aderito.

Il primo evento in programma: INVERNO_Castelfranci

Locandina 17 gennaio

Locandina 17 gennaio