Ci siamo appena lasciati alle spalle Pasqua e pasquetta, altro periodo dell’anno da tenere in seria considerazione per un’attenta analisi dei flussi turistici in corso e di quelli che si prospetteranno per la prossima stagione estiva. A livello nazionale le notizie, statistiche e di riscontro, parlano di un sensibile calo con 9,5 milioni di italiani in vacanza e quasi 51 milioni a casa, -10,3% rispetto allo scorso anno.

A fronte di questi dati, a livello nazionale, Bocca (presidente di Federalberghi) ha dichiarato: “A questo punto l’auspicio è che all’indomani delle festività debba avviarsi un confronto tra Governo, Imprese e Sindacati volto a stabilire alcune priorità senza le quali il sistema turistico nazionale rischierebbe di vedere compromessa anche la prossima ed altrettanto imminente stagione turistica estiva”.

Notizie importanti in territori dove la risorsa “turismo” è di fatto rilevante per l’economia locale, mentre per il momento, questi dati ci riguardano pochissimo perché in Irpinia, nonostante da qualche anno ci sia un concreto impegno da parte di operatori ed addetti ai lavori, ancora non possiamo parlare di “turismo”; o meglio di quel turismo che, garantendo permanenza sul territorio in termini di pernottamenti, consentirebbe di fare una valutazione economica relativamente al reddito e all’occupazione in un territorio. Il confronto invece è quello che manca, e di fatto serve, in Provincia di Avellino.

In IRPINIA negli ultimi due anni è tornata alla ribalta la parola “turismo” e con essa tutti quei vocaboli collegati: servizi, promozione, pacchetti, escursioni, territorio, enogastronomia, prodotti tipici, ecc. ecc., la lista delle parole sarebbe molto lunga…… ma è mancata e manca la parola più importante: sinergia. Per arrivare a parlare del turismo più volte citato, in Irpinia l’unica strada perseguibile è quella della messa a sistema del territorio con una “rete” operativa che deve essere sviluppata e gestita dagli addetti ai lavori, al di la di quelle che sono le parole della politica e le possibili azioni degli enti e delle istituzioni locali, provinciali e regionali.

Fare rete è l’unico sistema per rendere efficaci ed appetibili le nostre risorse, responsabilizzando gli addetti ai lavori e sensibilizzando l’intero territorio, dai cittadini alle imprese, dalle associazioni agli Enti che detengono gran parte del patrimonio storico-architettonico-ambientale. Solo partendo da queste azioni è poi possibile e necessario investire le istituzioni e gli Enti preposti a mettere in atto le azioni ed attività che gli competono; parliamo sicuramente di azioni volte alla promozione ed alla valorizzazione del patrimonio, senza che le stesse istituzioni mettano in atto azioni che di fatto competono agli “addetti ai lavori” e cercando soprattutto di evitare azioni che non promuovono ma rischiano di penalizzare, cercando ancora di evitare duplicazione di azioni o promozioni che poi di fatto non hanno alcun effettivo riscontro “funzionale” sul territorio Irpino.

Reduci dall’ultima manifestazione fieristica di livello internazionale, la Borsa Mediterranea del Turismo che si è tenuta a fine marzo a Napoli, a cui abbiamo partecipato già come “sistema territoriale” o meglio ancora come “sistema turistico locale”, avendo organizzato una partecipazione programmata che Irpinia Turismo ha condiviso con Federalberghi Avellino, il Consorzio Turistico del Laceno e la Strada dei Formaggi e dei Mieli d’Irpinia, grazie agli spazi messi a disposizione dalla Regione Campania nello stand istituzionale. Questa condivisione ci ha permesso di presentare il territorio in maniera sinergica ed appetibile, con una prima “offerta turistica” concreta. L’occasione di questa ennesima esperienza (avviata già lo scorso anno) ci ha consentito di condividere ed ampliare l’offerta con altre importanti realtà del territorio, come ad esempio il Grande Spettacolo dell’Acqua di Monteverde, e di ottenere importanti riscontri da parte di operatori turistici e singoli viaggiatori.

Irpinia Turismo, grazie a queste continue e positive esperienze, continua con la sua azione di “messa in rete” del territorio Irpino; dopo l’adesione al Consorzio Turistico del Laceno l’ultimo coinvolgimento riguarda proprio la Strada dei Formaggi e dei Mieli d’Irpinia, un’associazione che conta circa 120 aziende del settore produttivo e dei servizi e che interessa circa 50 dei 119 comuni Irpini.

Agostino Della Gatta

Irpinia Turismo