Silvia Mazza

_di Gaetana Di Zenzo

Intervista a Silvia Mazza, la cantante “comunicatrice” con la passione per il pop ed il marketing

Se è vero, come dice Nietzsche, che “senza musica la vita sarebbe un errore”, allora, la sua di vita, è ben spesa. Eh sì, perchè Silvia Mazza, una delle voci più eleganti e raffinate del panorama musicale avellinese, le sette note ce le ha nel sangue, insieme alla passione per l’arte in generale. E’ giovanissima (compirà ventiquattro anni il prossimo 20 luglio), ma l’esperienza non le manca. Infatti, può già vantare un curriculum artistico di tutto rispetto, come autrice, interprete, attrice e speaker radiofonica. Diplomata in teoria e solfeggio presso il “Conservatorio Cimarosa” di Avellino, ha studiato tecnica vocale e frequentato i corsi di preparazione artistica e di interpretazione presso l’”Accademia Green Music”. Inoltre, ha preso parte a fiction e format televisivi musicali per emittenti private satellitari ed  ha gareggiato come cantautrice in numerosi concorsi nazionali, riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica: nel 2002 ha partecipato al “Festival di Castrocaro Terme” ed al “Festival di Napoli”; nel 2003, al “Festival di S. Valentino” ed al “Premio Mia Martini”, conquistando il “premio Rivelazione 2003”; nel 2005 al “Premio International Musical”, classificandosi tra i finalisti ed ottenendo, così, la possibilità di diventare, nel 2006, la protagonista femminile, di un musical inedito, “Prova a dire t’amo”, del quale è stata anche autrice; nel 2009 e nel 2010 è arrivata seconda nella sezione “Brani inediti” al “Festival Vannulo”.

Secondo il compositore austriaco Arnold Schoenberg , “il talento è la capacità di imparare”, e Silvia, per affinare la sua vena compositiva, ha sempre cercato di apprendere quanto più possibile dagli autori con cui ha avuto modo e fortuna di collaborare finora: Roberto Fia (autore della RCA, di artisti come Gianni Morandi), Aldo Donati (ex membro del gruppo “Schola Cantorum” ed autore di artisti come Mina e Donatella Rettore), Pino Pavone e Loriana Lana. Nel 2007 è stata impegnata nella produzione del suo primo album, 11 brani di ispirazione pop-soul, di cui ha curato la stesura insieme all’arrangiatore e compositore Francesco Di Tullio ed a musicisti del calibro di Maurizio Fiordilisio (Giorgia, Gigi D’Alessio, Marina Rei) e Vittorio Riva (Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Giorgia, Ornella Vanoni). L’anno successivo ha debuttato sul piccolo schermo come vocalist della Big Band di Paolo Belli prima nel reality “Uomo e Gentiluomo” e, poi, nel programma “Ballando con le stelle”, entrambi in onda su Rai Uno ed entrambi condotti da Milly Carlucci. Nell’ottobre dello stesso anno un suo brano, “Vera”, è stato inserito in “Canzoni”, una compilation di brani di giovani cantautori, pubblicata dall’etichetta indipendente Magma Music. Nel 2010 è stata impegnata come vocalist nella tournèe teatrale “Tutto questo…danzando” insieme ai ballerini di “Ballando con le stelle”. Di sè dice: “sono determinata, sognatrice, istintiva, curiosa ed ipersensibile, ed amo dare emozioni in musica, cantando e scrivendo”. La sua filosofia di vita è: “nell’attesa di dimostrare a noi stessi ed al mondo quello che siamo, si vive”. Dunque, pur sviluppando la sua passione per il canto e pur aspirando, un giorno, a calcare i più grandi palcoscenici del mondo, parallelamente alla carriera artistica ha completato brillantemente il suo percorso di studi, diplomandosi presso il liceo scientifico tecnologico Imbriani di Avellino. Successivamente, convinta che la musica sia “arte comunicativa” e che ci sia un legame profondo tra musica e comunicazione, si è iscritta alla facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e, nel 2010, ha conseguito la laurea triennale. Attualmente è impegnata come vocalist in teatro ed in tv, e lavora come PR per una società di formazione di Avellino, la MM Consulting Group Formazione. La  musica, però, non è il suo unico interesse. Le piace leggere (i suoi scrittori preferiti sono Arthur Golden, Oscar Wilde, Lois Lowry, Leo Buscaglia), scrivere, viaggiare ed occuparsi della comunicazione a tutti i livelli, compresi la pubblicità ed il marketing. Il suo punto di riferimento è la famiglia, che definisce “tradizionalista, unita e perbene”, che le ha trasmesso il senso del sacrificio e della dedizione, essenziali per perseguire i propri obiettivi nella vita, di qualunque natura essi siano, e che l’ha sempre supportata, moralmente ed economicamanete, anche a chilometri di distanza, ma che ha saputo anche dirle di no quando le occasioni lo hanno richiesto. Silvia è una che la musica la sente, la respira, la percepisce come entità viva e vitale capace di donare forza ed energia e di raccontare le emozioni che le parole non riescono ad esprimere. Parafrasando una sua canzone, si potrebbe dire che quando canta si “sente più vera, scioglie i nodi dei mille segreti che ha in sè, e ogni sguardo la sfiora”. Di classe e di grinta ne ha da vendere e la sua voce intensa incanta e colpisce al primo ascolto. Perchè artisti si nasce e lei, come direbbe Totò, “modestamente lo nacque” ed ora, dopo aver fatto tanti sacrifici, sta finalmente raggiungendo la sua meta.

I.: ”Silvia, quando e come ti sei avvicinata al mondo della musica?”
S.: «Da piccola disegnavo intere collezioni di abiti femminili e sognavo di fare il medico o la veterinaria. Poi, all’età di sette anni mi sono avvicinata per gioco ad un pianoforte che era in casa, ed ho iniziato a vedere il mio futuro professionale in maniera diversa da come l’avevo immaginato fino ad allora. C’è stato, però, un evento particolare che mi ha permesso di capire che la musica avrebbe avuto un ruolo preponderante nella mia vita, ed è stato l’incontro con due persone per me speciali: Octavian e Laura Cristea Nechita, musicisti rumeni ormai da anni in Italia che sono stati i miei insegnanti. Devo ringraziare loro se oggi conosco e amo la musica. Posso, quindi, dire di essere cresciuta cantando e dando sfogo alla mia creatività scrivendo canzoni».

I.: “Che cos’è per te la musica?”
S.: «E’ difficile spiegare in poche parole che cosa è per me la musica. La musica per me è fondamentale, è la mia vita, è parte di me, è sempre presente in ogni mia attività. Se dovessi definirila, direi che è un’amica che non tradisce mai».

I.: “Qual è il tuo genere musicale preferito? C’è un artista in particolare al quale ti ispiri?”
S.: «Non ho un genere musicale preferito, mi piace ascoltare un po’ di tutto: dal repertorio classico alla musica pop, dal soul alla musica black, al rock. La mia “playlist tipo” comprende artisti differenti, come Marvin Gaye, Alice Smith, Camille, John Mayer, Alicia Keys, Beyoncè, Cat Power, Radiohead, Muse, Jason Mraz, Caetano Veloso e tutti i grandi autori brasiliani, Bill Withers, Earth Wind & Fire, Celine Dion, Ivano Fossati, Stadio e tutti i grandi cantautori italiani. Sono fermamente convinta che tutti noi siamo il prodotto di quello che assimiliamo, incontriamo, ascoltiamo lungo il nostro percorso, e nella musica questo aspetto è ancora più forte, perciò non mi ispiro ad un artista in particolare. Preferisco non pormi limiti nè restrizioni per poter imparare quanto più possibile da tutti i grandi musicisti e da tutte le persone che ho avuto ed ho il privilegio di incontrare lungo il mio percorso artistico. Il mio obiettivo principale, comunque, resta quello di capire chi sono io, ed ho ancora tanta  strada da fare prima di trovare una risposta a questa mia domanda».

I.: “Che cosa pensi dei talent show?Parteciperesti mai o preferisci la classica gavetta fatta di live e rifiuti da parte dei discografici?”
S.: « Oggi quasi tutti fanno musica e c’è grande competizione, soprattutto tra i musicisti emergenti, che hanno bisogno di visibilità per farsi conoscere. Le case discografiche non sono più disposte ad investire, per questo alcuni decidono di autoprodursi, mentre altri cercano di farsi conoscere attraverso i media. La radio, la televisione, la carta stampata ed il web costituiscono, infatti,  importanti fonti di pubblicità per chi muove i primi passi nel mondo dello spettacolo. In particolare, credo che i talent show, non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo, siano il modo più immediato per acquisire consensi da parte del pubblico, essendo veicolati dalla televisione, che è il media popolare per antonomasia. Sarei ipocrita se dicessi che non mi interessano, perchè costituiscono un ottimo ed immediato trampolino di lancio, però, allo stesso tempo mi spaventano molto. In fondo tutti i partecipanti a questi format televisivi, fatta eccezione per rari casi, finiscono col diventare prodotti commerciali che lasciano il tempo che trovano, perchè una volta fuori dal programma, inizia per loro la vera gavetta, e non è semplice guadagnarsi giorno per giorno l’affetto del pubblico, nonostante questo abbia imparato a conoscerli. Gli spettatori, infatti, non si accontentano, ma richiedono dimostrazioni continue della bravura e della competenza di un artista, e così come velocemente lo osannano, se questo non rispetta le loro attese, tanto rapidamente lasciano che cada nel dimenticatoio. Dunque, ritengo sia fondamentale studiare e lavorare molto per affermarsi, perchè i talent regalano la popolarità, ma se questa non è supportata da basi solide, ci mette poco a svanire nel nulla. La conoscenza della musica, per un cantante, è importante quasi quanto per un attore lo studio della dizione. Inoltre, è essenziale, secondo me, lavorare con passione, sia che ci si esibisca davanti ad un nutrito pubblico su un importante palcoscenico, sia che ci si esibisca in piccoli locali o feste di paese. Per quanto riguarda Internet, credo che la tecnologia, ed in particolare Myspace, sia fondamentale per chi, come me, vuole intraprendere la carriera artistica, in quanto è un buon canale di promozione per la propria immagine e la propria musica».

I.: “Qual è la canzone che hai scritto alla quale sei più legata. Perchè? Che differenza c’è tra il cantare una propria canzone ed il cantare una canzone scritta da qualcun altro?”
S.: « Ci sono tante idee, parole, melodie che fanno parte di me, mi raccontano e mi emozionano. Sicuramente chi mi conosce adora “Vera”, che è la canzone a cui sono più legata anch’io. Racconta la mia crescita, il mio cambiamento. Ora, però, è tempo di nuove musiche, nuove parole che raccontino chi è Silvia oggi. Quando si interpreta un proprio brano nessuno può conoscere ed esprimere meglio di te le emozioni che vuoi raccontare. Quando, invece, si vestono i panni di interprete si percorre un’altra strada, ed in questo caso il rapporto con l’autore è fondamentale. Se non si crea la giusta empatia, non basta una voce ad esprimere ciò che l’autore cerca. In questo senso, fortunatamente, non ho mai avuto difficoltà e, ultimamente, la collaborazione nata con l’autore Francesco Cairo ne è la prova».

I.: “Ad Avellino c’è spazio per la musica?”
S.: «Ogni realtà ha la propria cultura e le proprie preferenze. Ci sono molti gruppi e cantanti avellinesi che riescono a fare musica nel nostro hinterland e questo è un segnale positivo, se si considera che Avellino è una piccola città e non offre molte opportunità ai giovani musicisti. Le iniziative della nostra provincia, per gli artisti emergenti, fino a qualche tempo fa erano sporadiche e fini a se stesse. Ultimamente qualcosa è cambiato: sono nate associazioni, è stato istituito il forum per i giovani, sono stati finanziati progetti culturali, ma c’è bisogno di spinte maggiori per far sì che un giovane avellinese di talento e con grandi capacità possa decidere di restare qui per costruire il suo percorso professionale. Ci sono numerosi e palesi differenze tra l’Italia ed il resto del mondo, non solo riguardo al “puntare sui giovani”. Infatti, all’estero la musica viene considerata una risorsa ed il talento e le capacità vengono valorizzati molto di più rispetto al nostro paese. Dovrebbe, quindi, cambiare il modo, tutto italiano, di concepire la musica, in modo che questa possa ricevere un maggior supporto. Spero che in futuro saranno organizzate maggiori e più forti iniziative culturali nella nostra provincia, in modo che i giovani irpini possano appassionarsi alla musica ed avere più occasioni di esprimere il proprio talento. In ogni caso, oggi siamo nell’era di Internet che, fortunatamente, ha creato nuovi spazi per la musica e per gli artisti che vogliono promuovere le proprie idee. Ormai tutto scorre sul web e la condivisione creativa non ha più limiti spazio-temporali».

I.: “Pregi e difetti di Avellino”
S.: «Avellino è una città vivibile e tranquilla, con bellezze naturali che nulla hanno da invidiare ad altre realtà. Ho sempre avuto il desiderio di andar via dalla mia città, ma più per la voglia di conoscenza che per “fuggire”, ed il mio lavoro mi ha aiutato in questo, perchè mi ha permesso di viaggiare e di visitare sempre posti nuovi. Lo scorso inverno, però, dopo aver girato l’Italia in tournèe teatrale, mi sono trasferita a Roma per “Ballando con le stelle” ed ho avuto modo di apprezzare i pregi della mia città. La capitale, infatti, l’ho sempre amata per la bellezza, la sua storia, il calore della gente, ma è una realtà eccessivamente caotica. Per quanto riguarda, invece, i difetti di Avellno, questi riguardano principalmente i suoi abitanti, che non apprezzano e non rispettano il proprio territorio, l’ambiente in cui vivono e le opere pubbliche realizzate negli ultimi tempi. La situazione potrebbe migliorare, ma affinchè ciò avvenga dovrebbe esserci un impegno generale ed è difficile cambiare la mentalità di un’intera cittadinanza.  Bisognerebbe investire di più in comunicazione, per far sì che il senso di “bene comune” e “amore per la propria terra” siano resi più forti in una provincia ancora troppo “distratta”. Come pretendiamo che Avellino cresca se i primi a non apprezzarla siamo noi? Inoltre, Avellino è una piccola realtà nella quale è quasi impossibile avere contatti con culture e nazionalità differenti e presenta pochi punti d’attrazione per attirare giovani da altre parti d’Italia o del mondo. Spero davvero che, in futuro, le cose cambino, perchè Avellino è una città meravigliosa che potrebbe offrire molto di più di quel che mostra e merita più di ciò che ha attualmente. E’ come un talento inespresso con le mani legate da chi ha interessi più grandi nel lasciarla così com’è piuttosto che vederla crescere».

I.: “Qual è l’esperienza professionale che ti ha lasciato di più finora?”
S.: « Credo che ogni evento possa insegnare sempre qualcosa di nuovo. Comunque, l’esperienza professionale per me più importante finora è stata sicuramente l’ultima edizione di “Ballando con le stelle”. E’ stata una grande palestra musicale grazie alla quale ho imparato tanto, ma soprattutto che l’impegno costante e la massima attenzione sono condizioni necessarie per svolgere un buon lavoro di squadra».

I.: “Sei soddisfatta dei risultati raggiunti finora?”
S.: « Oltre al canto, al quale mi sono avvicinata quasi per gioco, durante gli anni dell’università ho avuto modo di sperimentare anche la conduzione radiofonica per “Unis@und webradio”, che è la radio ufficiale dell’Università di Salerno, e questa esperienza mi ha aiutato molto dal punto di vista comunicativo, perchè mi ha permesso di migliorare il mio approccio con il pubblico. Mi reputo fortunata perchè da sempre convivo con le mie più grande passioni che mi hanno donato ottime soddisfazioni, quindi posso dire di essere contenta del lavoro svolto e dei risultati raggiunti finora, pur essendo consapevole del fatto che sono giovane ed ho ancora tanto da imparare. Non ho grandi rimpianti. Rifarei tutto ciò che ho fatto, ma impegnandomi ancora di più, perchè si può sempre migliorare. Durante l’ultimo anno lavorativo ho avuto modo di attraversare diversi momenti di sconforto e di soddisfazione, però è giusto che sia così, perchè esperienze e responsabilità importanti prevedono anche questo. La mia paura più grande è quella di non riuscire a dimostrare agli altri quanto valgo, ma, poi,essere apprezzata solo ed esclusivamente per il lavoro svolto e per la professionalità mostrata è la mia più grande soddisfazione».

I.: “Sogni, desideri, progetti futuri. Come e dove ti vedi tra 20 anni?”
S.: «Amo l’arte e lo spettacolo in tutte le sue forme. Quando ho scelto di fare un musical, l’ho fatto perchè in quel momento sentivo di poter esprimere la mia vene artistica in quel modo. Se non avessi intrapreso questo percorso, forse avrei lavorato con i bambini come educatrice, ma in ogni caso la comunicazione e la musica sarebbero state parte integrante della mia vita lavorativa. I miei programmi futuri riguardano ancora la musica. Sto lavorando ad un nuovo progetto musicale come interprete ed autrice, insieme a grandi menti creative, e spero che possa avere lo spazio che merita. Mi piacerebbe poter duettare con un autore italiano che stimo molto, Ivano Fossati. Inoltre, vorrei continuare a collaborare con persone che credono in me, vorrei continuare ad emozionarmi facendo questo lavoro e vorrei fare tante altre esperienze interessanti. Se in Irpinia ci fossero più opportunità rimarrei senza esitazioni, ma nella vita non si sa mai. Sicuramente la volontà di tornare non manca, anche perchè, più in là, mi piacerebbe avviare una mia attività ad Avellino nel settore della comunicazione. Tra 20 anni mi vedo come oggi, con lo stesso spirito, la stessa voglia di cantare, con qualche nuova consapevolezza e qualche ruga in più, ma sicuramente una madre che avrà tanto da raccontare ai propri figli»

I.: “Che cos’è per te il successo?”
S.: « Avere successo per me significa realizzare qualcosa ed essere apprezzata dalle persone che ho accanto, non solo perchè mi vogliono bene, ma perchè mi stimano davvero. Il successo se arriva ben venga, però, anche nel caso in cui non dovesse arrivare, so per certo che la musica continuerà ad esserci per me, ad essere la protagonista della mia vita, a prescindere da come vadano le cose».