casello ferroviario nei pressi di Cassano Irpino

La presentazione del libro di Lucia Annunziata:” il potere in Italia”, ha dato l’opportunità alla giornalista di tornare in Irpinia dove ha trascorso parte sei suoi anni giovanili . Seguendo la vita girovaga del padre, ferroviere sulla linea Avellino-Rocchetta, la giornalista ha conosciuto la popolazione irpina ed il suo territorio nelle sue più varie sfaccettature. Noi di in_loco_motivi sapevamo di questa sua “vita” irpina e abbiamo voluto farle omaggio di una foto che ritrae il casello ferroviario, sito nei pressi di Cassano Irpino, dove ha vissuto per alcuni anni. E’ l’unico casello che si ostina a non morire come sta avvenendo per la Avellino-Rocchetta.

A lei inviamo una lettera che descrive il perché della nostra battaglia per farla riaprire e cogliamo l’occasione per estenderla ai tanti che erano presenti nella sala dove si è tenuta la presentazione del libro e che sono gli stessi che possono farla riaprire.

“Se vuoi capire perché si parla di “verde Irpinia” devi prendere il treno che da Avellino ti porta a Rocchetta Sant’Antonio. Se viaggiando tieni un poco i finestrini aperti, lungo quasi tutto il tragitto la natura si riverserà su di te. Foglie leggere e gocce d’acqua, se piove, si appoggeranno sulle tue gambe e sul tuo ventre, ma tu non ti risentirai per questo, anzi ti divertirai di fronte alla natura che s’impone e ti coinvolge nella sua briosa freschezza. Tutto intorno è verde, di diverse tonalità, e quando arriva la neve tutto si trasforma portandoti in un paesaggio onirico in cui cogli la sensazione di stare davvero nel grande presepe, fatto di tanti, piccoli presepi che sono i paesi irpini. Alcuni li vedi, altri li immagini perché stanno sopra o sotto di te, a destra o a sinistra, dietro le colline. Sei preso dalla curiosità infantile di scorgerli e di riconoscerli, ma quando questo non accade non te ne duoli perché sai che stanno lì ad aspettarti, in attesa che tu vinca la pigrizia e decida di visitarli. Te li rammentano le scritte sui muri delle stazioncine, spesso piccole e abbandonate, con le aiuole rinsecchite e le staccionate divelte, risultato della politica di taglio dei “rami secchi”. Perché scomodare gli alberi per descrivere la dismissione di un’attività che ha ancora senso e utilità nella vita delle nostre comunità?” Sono queste le considerazioni di uno dei circa 3000 partecipanti alle nostre iniziative che dal settembre 2009 hanno avuto l’opportunità di conoscere il paesaggio irpino attraverso un mezzo di trasporto particolare per la nostra realtà: il treno irpino del paesaggio. Oltre duemila studenti avevano già prenotato il viaggio con il treno irpino del paesaggio per il 2011 un modo nuovo ed educativo per conoscere il proprio territorio ed altre migliaia di persone da trasportare in treno nei nostri paesi lontani da circuiti turistici rinomati..si fa per dire. Restano, purtroppo, i problemi di un territorio, quello delle zone interne della Campania, abitato da appena il 20% della popolazione campana a fronte di una vastità dello stesso dell’80%, su cui si abbattono i cosiddetti “tagli lineari” della finanziaria o le famigerate “soglie minime” di fruibilità dei servizi pubblici per cui di conseguenza si tagliano ospedali, trasporti, scuole etc. Altro che solidarietà, termine che vale solo per la “munnezza”….? In questo contesto ecco che anche la storica ferrovia Avellino-Rocchetta va cancellata. Dal 13 dicembre, infatti, la Regione Campania dopo 117 anni ha deciso che la nostra ferrovia debba diventare un ricordo uno dei tanti che stanno costellando gli ultimi anni della memoria irpina. Noi di “Inloco_motivi” siamo convinti che: • è realistico mantenere viva nell’opinione pubblica ed aprire alle nuove generazioni la memoria e la conoscenza del patrimonio ferroviario irpino – di rilevante valore storico e culturale – come vettore di una mobilità “dolce”, da godere, capace di favorire incontri di comunità, riappropriazione di un senso identitario in una visione avanzata , alternativa, ambientalmente compatibile ed europea dell’uso del treno, • c’è ancora la possibilità per cui il treno possa diventare il mezzo per un turismo rispettoso dell’ambiente, non motorizzato e quindi caratterizzato dalla lentezza per meglio godere del paesaggio che esso attraversa, • si può rivitalizzare e ripristinare una tratta ferroviaria “scarsamente utilizzata” con nuove prospettive e miglior impiego di risorse per sostenere attività turistiche. Sono queste le idee che vorremmo continuare a svolgere sulla scia del cammino intrapreso a settembre 2009 allorquando pioneristicamente insieme a 100 eroi alle 6 di mattina partimmo per Rocchetta. Da allora abbiamo svegliato un sentimento che pareva sopito: l’appartenenza ad un territorio, quello stesso che i tanti cosiddetti esperti del settore turistico, pagati o sovvenzionati profumatamente, dovrebbero promuovere e conservare. Ci ha animato in questo periodo solo la passione e nient’altro e di questo insieme agli altri amici del gruppo ne andiamo fieri. Comunque finisca questa avventura abbiamo dimostrato che dalla base possono nascere idee, progetti ed attività e forse per questo non abbiamo voce. Ci restano le migliaia di strette di mano delle persone che ad ogni viaggio ultimato ci hanno voluto gratificare con un gesto semplice ma significativo dicendoci : grazie per averci fatto conoscere o riconoscere una parte della nostra Irpinia . Noi continueremo a credere e lottare perché ci siano tante prossime volte……per l’Avellino_Rocchetta e domenica 4 marzo saremo presenti nella 5* giornata nazionale delle ferrovie dimenticate: andremo nella stazione di CONZA per denunciare lo scempio che stanno subendo le strutture lì costruite per permettere la realizzazione dell’invaso sull’Ofanto.

Pietro Mitrione

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