C.R.N.E.

di_Gaetana Di Zenzo

In un periodo storico di anoressia culturale e di povertà delle relazioni nel quale tutto si consuma in fretta, nessuno decide di investire sui giovani, gli anziani sono abbandonati a loro stessi ed impera l’esterofilia, c’è chi va controcorrente e sostiene fermamente l’importanza della valorizzazione delle risorse umane locali. E’ Laura De Fuccia, maestra elementare in pensione e pittrice napoletana che è attivamente impegnata in due associazioni: la “Scuola di disegno e pittura San Benedetto” e la “C.R.N.E. ”.

«Oggi – sostiene la De Fuccia – purtroppo nessuno insegna nulla. Ognuno conserva ciò che sa per sè. La nostra civiltà si vanta di essere una civiltà della conoscenza, ma  l’informazione che teniamo chiusa nei libri non è affatto sapere, se non siamo in grado di comprenderla, richiamarla alla mente ed usarla al momento giusto. Al contrario, io credo fermamente che il vero sapere stia nella condivisione, perchè il custodire gelosamente ciò che si è appreso nel corso della propria esistenza porta ad una somma di nozioni fine a se stessa. Lo scibile, invece, va divulgato, messo a disposizione della collettività. Solo così, infatti, ha un senso e serve a qualcosa di tangibile e concreto, cioè la partecipazione e la circolazione rigenerativa delle idee.  E’ importante, inoltre, educare i giovani, fornendo loro le basi essenziali che gli permettano di costruirsi un futuro solido».

Scuola_San_Benedetto

La “Scuola di disegno e pittura San Benedetto”, come suggerisce il nome, si ispira alle Suore Benedettine di Maria SS. Di Montevergine a Mercogliano ed alla filosofia di San Benedetto, il quale propone di vincere l’accidia, cioè la “noia” spirituale, con il cenobitismo, ossia una vita comunitaria che prevede un tempo per la preghiera ed uno per il lavoro e lo studio. La scuola nasce nel 2003 da un’idea di Suor Maria Giuliana Carpentieri che decide di coinvolgere nella sua proposta Laura De Fuccia. L’intento di Suor Maria Giuliana è quello di offrire ai bambini un’alternativa valida all’ozio. Si organizzano, così, corsi annuali gratuiti di disegno e di pittura che permettono di stimolare e potenziare la creatività e la fantasia dei più piccoli. Nei primi tempi la lodevole iniziativa si trova a fare i conti con la mancanza di spazi e di fondi, poi, con il passare del tempo, attira sempre più persone, incuriosite dalla possibilità di apprendere l’arte del disegno, diventa una realtà consolidata e, così, il Comune di Mercogliano decide di sovvenzionare il progetto fornendo i materiali didattici necessari e mettendo a disposizione due sedi per lo svolgimento delle lezioni: una collocata presso il “Centro sociale Campanello” di Torrette di Mercogliano, l’altra in via Matteotti a Mercogliano. Inoltre i corsi, inizialmente rivolti solo ai più piccoli, vengono divisi in due gruppi: il gruppo dei bambini dai 9 ai 10 anni ed il gruppo degli adulti dai 30 ai 70 anni. Come sostiene la De Fuccia, c’è differenza tra l’approccio dei giovani e quello degli anziani, perchè «gli anziani sono più posati ed interessati, mentre i bambini si distraggono di più. In ogni caso, chi non ha interesse è libero di abbandonare le lezioni quando vuole, ma fino ad ora c’è stato un ottimo riscontro e si sono raggiunti risultati notevoli sia in termini di iscritti che in termini di opere prodotte». Al termine di ogni corso è allestita una mostra durante la quale sono esposti i lavori realizzati e gli iscritti alla scuola ricevono un attestato di partecipazione disegnato a mano dalla maestra De Fuccia. Le tecniche di pittura insegnate sono molteplici: si va dai graffiti al frottage (consiste nel sovrapporre un supporto, come un foglio di carta o una tela a una superficie che abbia dei rilievi, come della pietra o del legno, poi, utilizzando delle matite, pastelli, gessetti  o carboncini, si sfrega il supporto, lasciando affiorare a poco a poco i rilievi della superficie sottostante), dalla pittura su stoffa alla manipolazione di plastilina, dai das-duplicati con scagliola (la scagliola è un tipo di gesso fine) al collaggio a strappo, dal fotomontaggio al mosaico, fino al disegno dal vero. Oltre ad apprendere come utilizzare le tecniche e gli strumenti per disegnare e dipingere, agli alunni si insegna anche come leggere un’opera d’arte e come cogliere l’importanza del colore nell’espressione artistica. Inoltre, si permette loro di dar libero sfogo alla fantasia con il programma “Sono creativo”. Uno dei problemi maggiori del nostro tempo, ricontrabile nell’atteggiamento dei giovani, secondo la De Fuccia è, infatti, la mancanza di inventiva. «I ragazzi vogliono tutto e subito e la società nella quale vivono li ha abituati ad avere immagini di ogni cosa, senza dar loro la possibilità di sviluppare quello che potrebbe essere definito il sesto senso, dopo i cinque canonici, e cioè la fantasia. La fantasia, però, da sola non basta, ma necessita del supporto di attenzione, buona volontà e passione. Con l’impegno si possono ottenere ottimi risultati e l’impegno è necessario per affermarsi anche nel campo artistico, troppo spesso sottovalutato in Irpinia. La nostra terra è ricca di artisti di rilievo. Basti pensare ad Alfredo Gatto, Costantino Della Bruna, Eraldo Barra, Raffaele Della Pia, Luigi Grassia. La realtà locale non si può migliorare del tutto, ma si possono valorizzare i talenti che ci sono, investendo su di loro e finanziando progetti validi. I giovani, poi, devono imparare che non bisogna arrendersi subito alla prima difficoltà e non bisogna farsi abbagliare da facili successi, perchè, alla fine, sono lo zelo e la dedizione che pagano e portano a risultati stabili nel tempo. Perchè, come diceva il mio maestro, il pittore napoletano Vincenzo Canino, “i quadri non mangiano e non rischiano di deteriorarsi”, perciò bisogna armarsi di pazienza e lottare per quello in cui si crede».
La “C.R.N.E.”, acronimo di “Casa di riposo non eterno”, nasce nel 2008 su iniziativa di Laura De Fuccia che si avvale della collaborazione di Marisa Lena, Marianna Carbone, Andrea Massaro ed Anna Capossela. E’ un’associazione sorta nell’ambito del progetto “Scuole Aperte” promosso dal Comune di Mercogliano, finanziato dalla Regione Campania e realizzato con la partecipazione della  scuola secondaria di I grado “Guido Dorso” di Mercogliano, per permettere un confronto tra generazioni su vari argomenti e mettere a disposizione dei giovani le conoscenze dei meno giovani. Si parte dal presupposto che una società per progredire necessita della sua memoria storica, perciò gli anziani sono una fonte di insegnamenti e vanno valorizzati in quanto tali. Il progetto, oltre alla collaborazione tra nonni e nipoti, prevede corsi e laboratori settimanali di scrittura e teatrali. Ogni anno gli anziani di Mercogliano affrontano un differente tema intorno al quale, poi, al termine del ciclo di lezioni si costruisce una commedia da mettere in scena e si scrive un libro. Sono, così, nati “Viaggiando con i nonni”, “Leggende, racconti e…Parole mercoglianesi” e “Orti di Corte”, tre scritti nei quali si spazia in vari ambiti: linguistico, agronomico, delle tradizioni, delle leggende, e si ripercorrono le esperienze pratiche affrontate, come la cura dell’orto ed una mostra di lavori manuali (ad uncinetto, a maglia, ricamo, intaglio del legno, decoupage, origami) e strumenti del passato.  «All’inizio – sottolinea la De Fuccia – gli anziani sono scettici, hanno timore a lasciarsi andare, ma basta poco perchè si appassionino alle attività loro dedicate e nelle quali si impegnano senza, però, rinunciare a divertirsi».