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	<title>Irpinia Turismo</title>
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	<description>valorizziamo l&#039;Irpinia, terra di cultura, arte, verde e gusto</description>
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		<title>Irpinia Turismo</title>
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		<title>CONCORSO DI POESIA DIALETTALE</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2012 18:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agostino della gatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Utenti Irpiniaturismo.it]]></category>
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		<description><![CDATA[CONCORSO DI POESIA DIALETTALE “Le radici poetiche del linguaggio subalterno” La Casa Editrice il Papavero, con il patrocinio del Comune di Castel Baronia INDICE il Primo Concorso di Poesia Dialettale “Le radici Poetiche del Linguaggio Subalterno”. Il concorso vuole favorire una più ampia conoscenza e fruizione degli idiomi con lo scopo di riscoprire le radici [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irpiniaturismoit.wordpress.com&amp;blog=23798240&amp;post=256&amp;subd=irpiniaturismoit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="center"><strong>CONCORSO DI POESIA DIALETTALE</strong></p>
<p style="text-align:left;">“Le radici poetiche del linguaggio subalterno”</p>
<p style="text-align:left;">La Casa Editrice il Papavero, con il patrocinio del Comune di Castel Baronia</p>
<p style="text-align:left;" align="center">INDICE</p>
<p style="text-align:left;">il Primo Concorso di Poesia Dialettale “Le radici Poetiche del Linguaggio Subalterno”.</p>
<p>Il concorso vuole favorire una più ampia conoscenza e fruizione degli idiomi con lo scopo di riscoprire le radici culturali e proporle fuori dal territorio affinché, intrecciandosi tra loro, costituiscano una rete forte e popolare. Il dialetto costituisce la “specificità immateriale” di un’etnia, la sua perdita porta verso l’omologazione culturale, il recupero è un atto di salvataggio.</p>
<p><span id="more-256"></span></p>
<p style="text-align:left;">Attraverso questo concorso si intende raccogliere le voci che giungono dal basso, da una cultura popolare e non cattedratica, le voci che vivono ancora di storia, tradizioni, paesi, natura e che riconoscono, nella lingua locale, un vincolo di appartenenza.</p>
<p style="text-align:left;">Il concorso non prevede alcuna quota di partecipazione, né prevede l’obbligo di acquisto dell’antologia del premio. Ai partecipanti si chiede solo di attenersi al regolamento sotto indicato.</p>
<p style="text-align:left;" align="center"><strong>BANDO e REGOLAMENTO</strong></p>
<p style="text-align:left;">Il concorso si articola in 2 sezioni di seguito denominate A e B:</p>
<p style="text-align:left;">Ogni concorrente può partecipare con tre poesie inedite in dialetto, con relativa traduzione a fronte, specificando il luogo di provenienza e rispettando le regole della parlata scelta.</p>
<p style="text-align:left;">- <span style="text-decoration:underline;">Sezione A</span>:                Ragazzi dai 6 ai 18 anni</p>
<p>- <span style="text-decoration:underline;">Sezione B</span>:                Adulti dai 18 anni in poi</p>
<p><strong>MODALIT</strong><strong>À</strong> <strong>DI PARTECIPAZIONE</strong></p>
<p>Le opere dovranno essere trasmesse a pena di inammissibilità al concorso, nel rispetto delle modalità sotto indicate:</p>
<p style="text-align:left;">1        N. 1 copia cartacea dell’opera firmata in originale sul frontespizio che conterrà obbligatoriamente le seguenti informazioni:</p>
<p style="text-align:left;">o Nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza e recapiti (telefono, fax, e-mail), specifiche del dialetto utilizzato, traduzione e sezione del concorso alla quale si intende partecipare. Brevi note biografiche sull’autore. Modulo di partecipazione correttamente compilato in tutte le sue parti.</p>
<p style="text-align:left;">o Dichiarazione del partecipante attestante che l’opera presentata è inedita e autentica.</p>
<p style="text-align:left;">o I testi presentati dai ragazzi, a pena di esclusione, dovranno essere controfirmati da uno dei due genitori oppure da chi ne esercita la potestà genitoriale.</p>
<p style="text-align:left;">2        N. 1 copia dell’opera presentata in formato digitale (file word 2003 – su CD)</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Chi non invierà il formato elettronico verrà automaticamente escluso dalla partecipazione.</strong></p>
<p style="text-align:left;">Il materiale dovrà essere inviato in busta chiusa (non è necessario l’invio tramite raccomandata) secondo le modalità precedentemente definite a Edizioni Il Papavero, Viale Usa, 83030, Manocalzati, (AV).</p>
<p style="text-align:left;">Gli autori, per il fatto di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione cartaceo e digitale senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore.</p>
<p style="text-align:left;">I diritti rimangono comunque di proprietà dell’autore.</p>
<p style="text-align:left;">Le opere pervenute non verranno restituite.</p>
<p style="text-align:left;">Si precisa che non saranno accettate opere inviate tramite posta elettronica.</p>
<p style="text-align:left;">Si chiede cortesemente agli autori di non attendere l&#8217;approssimarsi della scadenza del premio ma di</p>
<p style="text-align:left;">anticipare, se possibile, l&#8217;invio delle opere in modo tale da agevolare il lavoro della segreteria.</p>
<p style="text-align:left;">All&#8217;atto del ricevimento, ogni opera sarà consegnata alla giuria con numero e senza nome per evitare qualsiasi favoritismo.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del presente bando.</strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong>La giuria</strong></p>
<p style="text-align:left;">Ogni componimento segnalato riceverà una valutazione scritta dai membri della giuria, il cui giudizio è insindacabile e inappellabile.</p>
<p style="text-align:left;">Vista la complessità del lavoro, sarà costituito anche un comitato scientifico come supporto ai giurati in caso di dubbi, incertezze o perplessità.</p>
<p style="text-align:left;">Gli esperti che andranno a costituire la giuria e il comitato scientifico lo faranno a titolo gratuito come atto d’amore per la scrittura e per la propria terra.</p>
<p style="text-align:left;">Tutte le opere (insieme al CD) dovranno essere inviate <strong>entro e non oltre il 30 giugno 2012</strong> (farà fede la data presente sul timbro postale di spedizione).</p>
<p style="text-align:left;">Per qualsiasi informazione rivolgersi alla segreteria del premio: n. 339 7475004</p>
<p style="text-align:left;"><strong>PREMI</strong></p>
<p style="text-align:left;">Sez. A</p>
<ul style="text-align:left;">
<li>Il 1° classificato</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">un’opera realizzata dall’artista Franca Molinaro, una copia dell’antologia del Premio e pergamena.</p>
<ul style="text-align:left;">
<li>Il 2° e 3° classificato</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">una copia dell’antologia del Premio e pergamena.</p>
<p style="text-align:left;">Sez. B</p>
<ul style="text-align:left;">
<li>Il 1° classificato</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">un’opera realizzata dall’artista Franca Molinaro, una copia dell’antologia del Premio, la pubblicazione di una sua silloge poetica nei quaderni della collana Radici, e pergamena.</p>
<ul style="text-align:left;">
<li>Il 2° classificato</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">un’opera realizzata dall’artista Franca Molinaro, una copia dell’antologia del Premio e pergamena.</p>
<ul style="text-align:left;">
<li>Il 3° classificato</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">una copia dell’antologia del Premio e pergamena.</p>
<p style="text-align:left;">Le poesie premiate e quelle ritenute valide dalla giuria andranno a costituire l’antologia del Premio.</p>
<p style="text-align:left;">La giuria si riserva il diritto di istituire premi speciali ed effettuare segnalazioni.</p>
<p style="text-align:left;">Le prime tre poesie premiate per ogni sezione saranno inoltre pubblicate su un quotidiano irpino, sul sito del comune di Castel Baronia e della Casa Editrice Il Papavero.</p>
<p style="text-align:left;">La premiazione avverrà in un giorno da stabilirsi nel mese di agosto 2012, alle ore 18 nel Salone dell’Osso, piazza Mancini, Castel Baronia.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>TRATTAMENTO DATI </strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong></strong>I dati personali trasmessi verranno trattati in conformità alla Legge 196/2003 e utilizzati esclusivamente per le finalità connesse al concorso in oggetto e conservati per il tempo strettamente necessario all’espletamento del suddetto concorso. Il conferimento dei dati è obbligatorio e necessario per partecipare al concorso. Gli interessati godono dei diritti di cui all’art. 7 del D.Lgs. 196/2003.</p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/bando-concorso-poesia-dialettale.doc">Scarica il bando integrale ed il modulo di domanda</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irpiniaturismoit.wordpress.com/256/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irpiniaturismoit.wordpress.com&amp;blog=23798240&amp;post=256&amp;subd=irpiniaturismoit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Diventa Promotore Irpinia Turismo</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:37:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agostino della gatta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clicca qui per accedere alla pagina di preadesione Il Bando scade il 15 marzo 2012 Nell’ambito delle attività in corso e programmate l’Agenzia di Valorizzazione e Promozione del Territorio Irpinia Turismo si apre ai giovani creando una prima opportunità di condivisione e crescita comune, e soprattutto creando una prima occasione di lavoro che, seppur temporanea, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irpiniaturismoit.wordpress.com&amp;blog=23798240&amp;post=248&amp;subd=irpiniaturismoit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify">
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<p>Clicca <strong><a href="http://www.irpiniaturismo.it/irpiniaturismo/eventi_it/bandopromotore/index.php">qui</a></strong> per accedere alla pagina di preadesione</p>
<p>Il Bando scade il <strong>15 marzo 2012</strong></p>
<p>Nell’ambito delle attività in corso e programmate l’Agenzia di Valorizzazione e Promozione del Territorio Irpinia Turismo si apre ai giovani creando una prima opportunità di condivisione e crescita comune, e soprattutto creando una prima occasione di lavoro che, seppur temporanea, può garantire dei primi guadagni, oltre a svilupparsi in qualcosa di più nell’immediato futuro, proporzionati ad impegno e capacità.</p>
<p><span id="more-248"></span></p>
<p>Nel 2012, per dare maggiore concretezza alle attività già avviate, ricerchiamo giovani motivati che possano svolgere la funzione di Promotori Territoriali, e successivamente diventare referenti per la nostra agenzia, nel Comune di propria residenza, in modo tale da assicurare una presenza capillare ed una corretta informazione, volta alla promozione e valorizzazione del territorio Irpino e delle sue realtà produttive.</p>
<p>Se siete interessati potete preregistrarvi, compilando il modulo di richiesta, e ricevere copia del bando completo della modulistica per la partecipazione.<br />
Il termine ultimo per la partecipazione è il giorno 15 marzo 2012.<br />
In questa prima fase sarà selezionato un promotore per ogni comune, per cui alla ricezione delle domande si procederà ad una prima selezione in funzione dei criteri indicati nel bando e successivamente, per i candidati selezionati, seguirà un colloquio conoscitivo-informativo.<br />
Montella 14 febbraio 2012</p>
<p>p.s. Il bando è limitato ai residenti in uno dei 119 Comuni Irpini.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irpiniaturismoit.wordpress.com/248/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irpiniaturismoit.wordpress.com&amp;blog=23798240&amp;post=248&amp;subd=irpiniaturismoit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>V Giornata delle Ferrovie Dimenticate</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 18:07:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agostino della gatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Programma, maggiori informazioni e prenotazioni per la giornata di DOMENICA 4 marzo 2012 su: http://www.irpiniaturismo.it/irpiniaturismo/eventi_it/ferroviedimenticate2012/index.php 5° Giornata delle Ferrovie Dimenticate, In_Loco_Motivi c&#8217;è Per la Ferrovia Avellino -  Rocchetta Sant&#8217;Antonio Non arriva il treno, ma si celebra la giornata in stazione. Più importante del viaggio, viaggiare. Inloco_motivi non demorde e malgrado per il giorno delle Ferrovie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irpiniaturismoit.wordpress.com&amp;blog=23798240&amp;post=228&amp;subd=irpiniaturismoit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_229" class="wp-caption aligncenter" style="width: 520px"><a href="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/bandiera-ferrdim-inloc.jpg"><img class="size-full wp-image-229" title="bandiera ferrdim-inloc" src="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/bandiera-ferrdim-inloc.jpg?w=510&#038;h=423" alt="" width="510" height="423" /></a><p class="wp-caption-text">In_Loco_Motivi per la 5° Giornata delle Ferrovie Dimenticate - 4 marzo 2012</p></div>
<p>Programma, maggiori informazioni e prenotazioni per la giornata di DOMENICA 4 marzo 2012 su:</p>
<p><a title="Programma e Prenotazioni" href="http://www.irpiniaturismo.it/irpiniaturismo/eventi_it/ferroviedimenticate2012/index.php" target="_blank">http://www.irpiniaturismo.it/irpiniaturismo/eventi_it/ferroviedimenticate2012/index.php</a></p>
<p>5° Giornata delle Ferrovie Dimenticate, In_Loco_Motivi c&#8217;è</p>
<p>Per la Ferrovia Avellino -  Rocchetta Sant&#8217;Antonio</p>
<p>Non arriva il treno, ma si celebra la giornata in stazione.</p>
<p><span id="more-228"></span></p>
<p>Più importante del viaggio, viaggiare. Inloco_motivi non demorde e malgrado per il giorno delle Ferrovie Dimenticate, il 4 marzo del 2012, non si riesca ad avere un convoglio da far viaggiare sull’Avellino Rocchetta Sant’Antonio si parte comunque, ma in autobus. Il viaggio sarà fortemente simbolico con tappe in due stazioni peculiari, quella di Conza-Andretta-Cairano e quella di Calitri. La prima è un enorme edificio nuovo e abbandonato del quale si vuole rilanciare l’uso, la stazione di Calitri è l’ultima irpina della tratta. Una invasione pacifica di viaggiatori/ricordatori, ed un flashmob per non dimenticare.</p>
<p>Così il gruppo di inloco_motivi, in collaborazione con Irpiniaturismo ed Orticalab aderiscono alla quinta giornata nazionale delle Ferrovie Dimenticate organizzata da Comodo con un programma dedicato all’Irpinia ed al suo paesaggio. Ma questa giornata, alla luce degli ulteriori tagli ai trasporti su ferro della Regione Campania, è anche un momento per evidenziare come sia necessario più che mai preservare le strade ferrate contro l’avanzare del trasporto su gomma. Proprio questa emergenza neve ha messo in evidenza quanto sia fragile la rete dei trasporti nella nostra provincia. L’evento neve, per quanto assolutamente eccezionale, ha isolato completamente alcune zone della nostra provincia, luoghi che sarebbero stati raggiungibili in treno. Questo tema, ma anche quello delle stazioni in disuso, al centro della giornata del 4 marzo. Un bus partirà da Avellino alla volta di Conza della Campania e poi Calitri, il programma dettagliato ancora non è stato diffuso. L’aggiornatissima pagina degli amici indignati dell’Avellino Rocchetta Sant’Antonio n e darà notizia presto.</p>
<p>Strade ferrate e stazioni dimenticate e una occasione mancata di promozione del territorio. Questo In loco_motivi cerca di dire dal 2009, anno in cui sono state effettuate circa 25 corse turistiche sulla linea a binario unico denominata Treno irpino del Paesaggio. La linea ferroviaria dell’Irpinia, l’Avellino Ponte Santa Venere (poi Avellino – Rocchetta Sant’Antonio) è tra le più antiche della Campania, inaugurata nel suo intero percorso il 27 ottobre del 1895, è a rischio di chiusura definitiva e di cui è necessario ripensarne l’uso o il riuso a favore del territorio che nei secoli scorsi l’ aveva fortemente voluta.</p>
<p>E’ la ferrovia delle acque: attraversa e lambisce in più punti i fiumi Sabato, Calore ed Ofanto. E’ la ferrovia dei grandi vini docg: attraversa i territori, servendoli con stazioni dei comuni degli areali del Taurasi e del Fiano. E’ la ferrovia del Parco Naturalistico Regionale dei Monti Picentini. E’ la ferrovia delle aree a tutela della biodiversità. I Siti di Importanza Comunitaria irpini. E’ la ferrovia dei Borghi: storia, cultura ed identità territoriale. Un patrimonio inestimabile che cercano di sottrarci come stanno facendo con i servizi.</p>
<p>_da <a href="http://www.orticalab.it/giornata-delle-ferrovie">http://www.orticalab.it/giornata-delle-ferrovie</a></p>
<p>Scarica il <a title="PROGRAMMA" href="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/programma-4-marzo-20121.pdf">PROGRAMMA</a></p>
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		<title>DIVERSO DA CHI?</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 17:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agostino della gatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Utenti Irpiniaturismo.it]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_224" class="wp-caption alignleft" style="width: 195px"><a href="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/gerardo_pepe_.jpg"><img class="size-full wp-image-224" title="gerardo_pepe_" src="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/gerardo_pepe_.jpg?w=510" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">gerardo_pepe</p></div>
<p>_di Gaetana Di Zenzo</p>
<p>“DIVERSO DA CHI?”. INTERVISTA A GERARDO PEPE, LO SCRITTORE PALADINO DEI DIRITTI DEI DOWN</p>
<p>“…Il mondo è rumore e l’esistenza produce frastuono, persino l’erba secca e quindi morta, ieri ho provato a sistemare il prato, ha una voce, ma io non riesco a trattenere alcun suono né riesco a seguire il sentiero del silenzio. A volte penso che il silenzio si nasconda e tocca a noi cercare di scovarlo eppure io non voglio conoscere niente di lui, non voglio arrivare a quello che nasconde.</p>
<p>Se il rumore è l’esistenza, il silenzio appartiene alla morte, al mondo che si crede immobile e perfetto eppure quanto rumore giunge ai morti: i lamenti, le preghiere e il vento che arriva ovunque persino sottoterra. Credo che la morte sia un luogo molto affollato e più rumoroso di quanto si possa immaginare…”</p>
<p><span id="more-223"></span></p>
<p>Sono due le cose di cui, più di altre, si avverte la mancanza nel mondo moderno: il silenzio e la capacità di guardare oltre le apparenze. Il silenzio…questo sconosciuto. Potrebbe essere il titolo di una rappresentazione imperniata sul XXI secolo. Già, perché oggi tutto è ovattato dal rumore, un rumore sordo che non lascia il tempo di pensare ed emozionarsi, né di individuare la sostanza delle cose e delle persone e di aiutarle nelle loro difficoltà. Sono questi i leitmotiv delle opere dello scrittore Gerardo Pepe. Salernitano di nascita, atripaldese d’adozione, la conoscenza dei temi di cui tratta nei suoi componimenti non gli viene da un puro approccio teorico, ma dall’affrontarli concretamente nella sua quotidianità, perché Gerardo è sì  narratore e poeta, ma è, da oltre 20 anni, anche presidente dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) di Avellino. L’AIPD è una onlus di genitori o tutori di persone con sindrome di down che si è costituita nel 1990 allo scopo di tutelare i diritti delle persone affetti da questa sindrome, favorirne il pieno sviluppo fisico e mentale, contribuire al loro inserimento scolastico e sociale a tutti i livelli, sensibilizzare sulle loro reali capacità e divulgare le conoscenze sulla sindrome. In particolare, l’associazione offre vari servizi, tra cui: il  <strong>Gruppo Primo Approccio</strong> (offre sostegno ed informazione alle famiglie  di neonati con la sindrome di Down), il <strong>Servizio di informazione e consulenza</strong> (risponde alle richieste in merito a normative sulla Sindrome e sugli aspetti medici, psicologici, riabilitativi e scolastici) e la <strong>Casa Futura</strong> (gruppo appartamento riservato ai soggetti autonomi o semiautonomi, prioritariamente portatori della Sindrome di Down, privi di sostegno familiare che non necessitano di assistenza sanitaria continuativa). Oltre ad occuparsi dell’AIPD, Pepe organizza il Concorso nazionale di poesia, narrativa e arti figurative<strong>&#8220;Kriterion&#8221; che affronta ogni anno un argomento differente e le cui  quote di iscrizione sono interamente devolute a favore dell’AIPD. </strong>Prima del suo debutto a livello nazionale nel mondo editoriale avvenuto grazie alla pubblicazione di un suo racconto in una antologia edita dalla <strong>Mondadori</strong>, ha scritto il dramma “Epicanto”, il cammino di accettazione di una coppia a cui nasce un bimbo Down, ha pubblicato nel 2001 la silloge di poesie <em>“Nuvole e parole”</em> (curata da Mariella Bettarini e Gabriella Maleti) e alcuni suoi racconti sono apparsi in varie antologie edite da Mondadori. Inoltre, è stato finalista al premio“Sterminator Vesevo”, organizzato dal parco letterario del Vesuvio, al concorso “Angoli di strada”  organizzato dalla scuola <strong>Holden </strong>di Torino, con il racconto “Il portone chiuso”, ed al premio nazionale di narrativa“Guido Morselli”. Si è classificato al terzo posto alla selezione “Volontario dei Diritti” indetta dalle Acli ed ha vinto il primo premio al concorso “Poesia e musica” organizzato dal comune di Atripalda ed al concorso “Una Piazza, un racconto” promosso dalla chiesa luterana di Napoli con il racconto “Il fumo di Oswiecim”. Nel 2005 ha pubblicato, sempre con <strong>Mondatori,</strong> un secondo racconto in una antologia, mentre è del 2011 “Francesco è pronto e sposerà Tina Turner”, il romanzo edito da “Il Papavero” presentato al Premio Strega.</p>
<p>Padre di un ragazzo down, il suo passato ha sicuramente influenzato le sue opere, che non hanno un percorso già segnato, ma lasciano libero il lettore di trovare autonomamente il significato da attribuire loro. Scrivere per Gerardo è “una chiave per accedere ad un mondo interiore altrimenti sconosciuto”,  è un modo di esorcizzare i problemi, analizzarli, scavare nel profondo delle cose per coglierne l’essenza, senza farsi trascinare dal fiume della mediocrità che tutto rischia di travolgere. Perché, come ha detto Susanna Tamaro, “la scrittura non serve per farsi vedere ma per vedere”.</p>
<p>I.: “Come e quando si è avvicinato al mondo della scrittura?”</p>
<p>G.: «Le racconto un aneddoto. Alle elementari quando ho scoperto la parola scritta ho compreso che le canzoni che canticchiavo erano in realtà parole e così mi cimentai nella stesura di una canzoncina sul Natale. Quello è stato il primo tentativo creativo».</p>
<p>I.: “C&#8217;è uno scrittore che apprezza particolarmente? “</p>
<p>G.: «Due scrittori che mi hanno colpito molto sono Michael Cunningham, autore del romanzo “Le Ore”, e l’ungherese Agota Kristof, autrice de “La trilogia della città di K.”, perché impongono al lettore, dopo aver letto il romanzo, di rileggerlo per poter cogliere tutte le sfumature che non si erano colte precedentemente».</p>
<p>I.: “Qual è la sua fonte di ispirazione?”</p>
<p>G.: «La vita e soprattutto gli aspetti dell’esistenza che vengono ignorati da tutti o a cui non si dà la giusta importanza».</p>
<p>I.: “Quanto è legato ai suoi scritti? Qual è l&#8217;opera alla quale è più legato? Perchè?”</p>
<p>G.: «Sono legato a tutti i miei lavori anche se riconosco che alcuni sono venuti meglio, altri meno, ma come un padre verso i figli non riesco a fare preferenze».</p>
<p>I.: “Quando ha avuto l&#8217;idea di organizzare il premio letterario “Kriterion” e perchè?”</p>
<p>G.: «Come presidente dell’Associazione italiana Persone Down di Avellino, ho pensato, insieme al mio staff, che il problema dell’integrazione dei disabili era anche e soprattutto culturale e bisognava intervenire sulle giovani generazioni. Per questo, ogni edizione proponiamo un tema sul quale ragazzi e professori devono lavorare ed interrogarsi».</p>
<p>I.: “Come è nato il libro “Francesco e pronto e sposerà Tina Turner”?”</p>
<p>G.: «Mi sono ispirato alla mia esperienza personale: lavoro con persone down da quasi vent’anni, cioè da quando è nato mio figlio, che si chiama Francesco, come il protagonista del romanzo. Ed è stato proprio lui a suggerirmi il titolo da dare al mio lavoro, in quanto ripete continuamente “Francesco è pronto”. Francesco come simbolo, come archetipo delle persone down, è pronto ad un nuovo modello di vita e, come tutti gli altri ragazzi affetti dalla sua stessa sindrome, è capace di vivere un’esistenza completamente diversa rispetto a ciò che pensa l’immaginario collettivo. Per molti anni i ragazzi down sono stati etichettati come “eterni bambini”, ma il mio obiettivo è quello di far capire alla gente che queste persone stanno conquistando degli spazi nuovi e varcando delle nuove frontiere. Nel mio lavoro, perciò, ho voluto rappresentare la potenza, l’energia buona delle persone affette da questa sindrome. Non sono alieni, come purtroppo in tanti sono ancora portati a pensare, ma sono persone come noi, hanno dei sentimenti, hanno la volontà di crearsi dei legami stabili, una famiglia. Francesco è un po’ il simbolo di tutti i ragazzi down che in questi ultimi decenni stanno lavorando al fine di allargare i confini della loro disabilità e di discostarsi dalla maniera in cui il senso comune li addita. Questo libro vuole essere un tributo a tutti gli sforzi che queste persone compiono ogni giorno per avere una vita normale: trovare un lavoro, avere una vita autonoma. I ragazzi down costituiscono un potenziale inesplorato che ci condurrà molto lontano. Forse è proprio questo che spaventa alcuni educatori e genitori. Ma vinceranno le persone down perché hanno scoperto, prima di noi, l’angolo giusto per guardare il mondo.</p>
<p>Io ho scritto materialmente il libro, ma il merito va tutto a mio figlio ed ai ragazzi down che conosco. E’ un romanzo drammatico, ma c’è un’ironia di fondo, la stessa ironia che è presente in tutte le persone down.</p>
<p>Il protagonista è Francesco, un ragazzo con sindrome di Down che si trova ad affrontare improvvisamente la morte del padre insieme ai fratelli da tempo lontani che tornano per l&#8217;occasione a casa con il loro carico di ansie e problemi. Non sarà facile fare i conti con il passato e con gli ultimi tragici avvenimenti ma l’esistenza semplice e serena porterà finalmente un po’ di verità nelle loro vite».</p>
<p>I.: “Come ci si pone nei confronti della disabilità ad Avellino ed in Italia in generale? C&#8217;è qualcosa che andrebbe migliorato?”</p>
<p>G.: «Con i disabili le persone sono compassionevoli ma anche distratte. Durante la giornata delle Persone Down, per esempio, all’uscita della messa domenicale molte persone a cui veniva richiesta una piccola offerta in cambio di una tavoletta di cioccolato si allontanavano infastidite. Altri passanti, invece, si avvicinavano spontaneamente e ci sollevavano dall’imbarazzo della richiesta, sostenendo i nostri progetti. Vorrei che i problemi dei disabili fossero sentiti come prioritari e tutti sullo stesso piano senza discriminazioni di tipo politico. Perché, se sei disabile in una provincia come la nostra, e non hai le giuste conoscenze, sei disabile due volte. Credo, però, sia necessario parlare non solo alle istituzioni preposte, ma coinvolgere anche un pubblico più ampio fatto di persone che normalmente non si pongono questo problema. Magari la lettura del mio romanzo può diventare un’occasione in più data a queste persone per avvicinarsi a questo tipo di realtà».</p>
<p>I.: “Ad Avellino c&#8217;è spazio per la letteratura e l&#8217;arte in generale? E per i giovani?”</p>
<p>G.: «Ad Avellino i pochi che cercano di creare qualcosa vanno incontro a grosse difficoltà, perché l’arte in generale non è molto apprezzata. Purtroppo nel nostro capoluogo, ma anche nel resto del Belpaese, si è più orientati verso manifestazioni culinarie o folkloristiche, in quanto permettono al cittadino di divertirsi senza richiedergli uno sforzo intellettivo. A risentirne sono, di conseguenza, le manifestazioni culturali, per le quali si spendono sempre meno fondi. D’altronde, tra una sagra e la presentazione di un’opera letteraria, la maggioranza della popolazione predilige la prima. Dunque, Avellino rispecchia l’immagine del paese, ed è un peccato, perchè qui ci sono talenti ed ottimi artisti. L’unica pecca, forse, è la mancanza di umiltà. Il mondo dell’editoria è particolarmente difficile, non è facile avere dei riconoscimenti, ma chi ha una vera passione per lo scrivere (che non sia una passione mediata magari dal desiderio di diventare famosi attraverso la scrittura) è disposto a fare dei sacrifici e a sapere attendere. Le persone che cercano scorciatoie e che vogliono utilizzare la scrittura per altri scopi si fanno carico di progetti fallimentari già in partenza. Tutti i ragazzi che vogliono fare questo lavoro hanno bisogno di sapere che è necessario essere umili, ascoltare gli insegnamenti, cercare di informarsi su tutto e, ovviamente, leggere molto.</p>
<p>Per quanto riguarda i giovani, lo spazio riservato loro è poco o nullo. Pensiamo, ad esempio, al Teatro comunale, che ancora non è in mano alla città ed alle nuove leve che cercano di esprimersi. Opere come quelle rischiano di fallire nella loro missione primaria che non è quella di divertire azzimate signore, ma di essere un volano per la crescita culturale dei ragazzi e della città».</p>
<p>I.: “Progetti futuri. C&#8217;è un tema in particolare che vorrebbe affrontare in suo prossimo scritto?”</p>
<p>G.: «Io cerco di parlare di alcune urgenze nei miei scritti. Per i prossimi romanzi vorrei indagare l’effetto dei media sulla vita delle piccole comunità, ma, naturalmente, continuerò anche ad occuparmi del tema fisso di tutti i miei lavori: la disabilità».</p>
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		<title>I fuochi sacri della Madonna delle Fratte</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agostino della gatta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_220" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/img00263-20120131-2011.jpg"><img class="size-medium wp-image-220" title="IMG00263-20120131-2011" src="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/img00263-20120131-2011.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il gruppo di lavoro della serata - ph Irpinia Turismo</p></div>
<p>_<strong>di Franca Molinaro</strong></p>
<p>La festa della Candelora, il 2 febbraio, è la conversione cristiana delle feste pagane della luce; per i Celti era la luce rinascente; nella Roma antica era l’inizio del mese dedicato a Giunone Salvatrice e Madre Regina. Durante il mese si svolgevano riti di purificazione che hanno poi generato il nome febbraio. Februaris deriva appunto da februa che alla lettera significa “mezzo di purificazione”. I februa erano panni di lana usati per aspergere il sangue delle vittime sacrificali oppure focacce di farro tostate presenti durante le purificazioni delle case. Februa erano anche le fronde usate dai sacerdoti per cingersi la fronte. Nell’antica Roma i fedeli di Giunone, il 2 febbraio, correvano per la città recando in mano fiaccole accese; la Chiesa, per obliare questa costumanza dedicò il giorno alla Purificazione della Vergine ossia la Presentazione di Gesù al Tempio. Oggi la Chiesa, per la Candelora benedice le candele, simbolicamente benedice la luce, il giorno che si allunga e la natura che si risveglia. A Castel Baronia la Candelora è festeggiata sotto il titolo di Madonna delle Fratte custodita nella chiesa omonima. La festività calendariale coincide con il ritrovamento della sacra immagine della Vergine avvenuto nell’anno 1137 nei pressi del monastero dei Virginiani.</p>
<p><span id="more-219"></span></p>
<p>La leggenda vuole che tale icona sia stata scoperta da un pastore in cerca di un toro allontanatosi dalla mandria, l’uomo ritrovò il bovino inginocchiato davanti ad un albero sul quale era l’immagine</p>
<p>sacra, l’albero si ergeva davanti all’ingresso di una grotta, probabile chiesa primitiva. Il dipinto è una tela incollata su tavole e raffigura la Madre di Dio, icona tipicamente bizantina in cui la Vergine siede frontalmente con Cristo benedicente in grembo. È una delle immagini della Vergine più antica d’Irpinia e probabilmente ha seguito il destino di tutte le immagini sacre sfuggite alla furia iconoclasta del primo millennio. Il ritrovamento, casuale o per volere divino, è un classico che può sembrare da copione sacro ma, ad un’analisi più attenta dei fatti si comprende che solo un pastore o un contadino, persone che vivevano nei campi, avevano la possibilità di rinvenire un oggetto nascosto tra la vegetazione, pertanto è probabile che la leggenda indichi il vero. La dicitura “delle Fratte” può essere interpretata come luogo dove è stato tagliato il bosco per scopi edilizi. La stessa immagine scolpita in tutto tondo domina la grande piazza Mancini e il sottostante recupero del castello normanno. La sera della vigilia si accendono grandi fuochi  simbolici per onorare la Madonna e per invocare la luce naturale e divina. Quest’anno la cerimonia è stata veramente suggestiva perché il paese era sotto la neve. In vista di questa significativa celebrazione, la gioventù castellese e quella di Ponte (BN) ha promosso un incontro per far luce sui problemi che oscurano il futuro. L’incontro si è tenuto l’antivigilia, nella sala consiliare del comune di Castel Baronia. A interagire con i ragazzi è stato il giudice Benito Melchionna, scrittore di Bergamo ma natio irpino, il giudice Pilade Frattini decano del foro di Bergamo, l’avvocato Marianna Corbo avvocato in Benevento, la sociologa Luciana Palumbo, il sindaco Carmine Famiglietti e il direttore di Vicum Salvatore Salvatore, il tutto coordinato da chi scrive. La serata è stata accompagnata da musiche dedicate alla crisi, scritte dagli Iron Gray un gruppo giovanissimo del paese. Melchionna, già scrittore e poeta affermato, è spesso occupato in incontri col pubblico giovanile europeo. Temi a lui particolarmente cari sono: l’ambiente, la morale, l’economia. Uomo di straordinario spirito, mai cheto o vinto, riesce a cogliere la parte buona delle cose senza farsi avvilire dalle difficoltà che ogni periodo storico presenta. Egli sottolinea che il momento di mutazione che stiamo attraversando è una occasione per mettere a fuoco le energie e convogliarle in direzioni comuni. La crisi non è poi un male se permette di ritemprare gli animi scoraggiati della gioventù, se sollecita quella spinta interiore generata probabilmente dall’istinto di sopravvivenza. Attraverso le citazioni dei più grandi uomini della storia, Melchionna ha incitato i giovani a ritrovare l’essenziale ed eliminare il superfluo, a spogliarsi dell’inutile che ci viene cucito addosso dalla società dei consumi e volgere uno sguardo alla natura che ci genera e ci sostiene. I ragazzi dei due comuni hanno colloquiato con straordinaria maturità e con grande competenza, disposti, inoltre, ad accogliere qualsiasi consiglio valido da parte di adulti capaci. In questo è stato significativo l’intervento di Libero Sica, Segretario Generale dell’Associazione “Il Ponte”, questo giovane a me anonimo fino a qualche giorno fa è lo stesso citato in “Giù al Sud” di Pino Aprile, quel giovane che non conosceva il nome della sua montagna ma, dopo una radicale presa di coscienza si è dato una scrollata rivisitando la sua vita e diventando uno dei personaggi più attivi nella rivalutazione della propria terra e di tutto il Sud. È confidando su queste persone che hanno già esperienza ed hanno l’umiltà, non la presunzione, di insegnare, che si può dare una svolta alla crisi. L’avvocato Frattini ha osservato che qui non v’è crisi perché v’è coscienza e volontà, la crisi è dove si vive con superficialità evitando di affrontare i problemi. La crisi, spiega Melchionna, è una cosa naturale nei ricorsi storici, un momento di passaggio, la virtù del coraggio, dote dell’animo umano, è quella che indica la strada maestra alla quale si fa appello ogni volta che si è di fronte ad una difficoltà. La storia è andata sempre avanti grazie al sottile limite tra tradizione e trasgressione, tutto evolve perché i figli hanno la capacità di acquisire i precetti che ritengono validi, per il resto trasgrediscono, non è rinnegamento dei valori perché ogni epoca ha i suoi di valori. Certo questo è un momento particolare perché la nostra generazione non ha saputo consegnare intatto, ai posteri, il filo che ci univa al passato, ora la frattura è difficile da sanare ma i giovani responsabili hanno una marcia in più e sono queste figure che si faranno strada. Inoltre, ha spiegato il giudice, la gioventù non è una stagione della vita ma una luce sempre accesa nei cuori attivi e positivi, tutti quelli che sentono di avere accesa nel cuore questa luce, hanno il dovere di collaborare. Il giovanissimo Giuseppe Iacoviello ha posto l’accento sul problema ambientale e Melchionna ha sottolineato che il vero investimento per il futuro è l’ambiente, economia ed ecologia sono strette in un rapporto che nessuno riconosce ma bisogna essere coscienti che lo sviluppo non ha limiti al contrario delle risorse.  La serata si è conclusa con lo scambio di doni simbolici da parte dei Forum e dell’Amministrazione. Soddisfatto il pubblico che ha respirato un’atmosfera di grande sincerità e cordialità. Soddisfatto il giudice che ha commentato: “Se tutti i giovani fossero come questi non ci sarebbe crisi”. Soddisfatti i miei ragazzi per essere stati, ancora una volta, considerati ed ascoltati.</p>
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		<title>I TALENTI GIOVANI IRPINI</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 07:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agostino della gatta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_215" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><a href="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/aria_pura_claudio_valentino.jpg"><img class="size-medium wp-image-215" title="aria_pura_claudio_valentino" src="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/02/aria_pura_claudio_valentino.jpg?w=205&#038;h=300" alt="" width="205" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">aria_pura_claudio_valentino</p></div>
<p>_di Gaetana Di Zenzo</p>
<p>Intervista a Claudio Valentino, giovane artista montefortese con cui inizia il nostro viaggio nel mondo dei talenti giovani irpini. Classe 1985, da sempre con la passione per la pittura e la ceramica, Claudio ha frequentato prima l’Istituto Statale d’Arte di Avellino, sezione di ceramica, poi il corso ordinario di pittura di Loredana D’Argenio presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, conseguendo il diploma di laurea triennale. E’ abilitato all’insegnamento, ma ora Claudio si divide tra gli studi (sta terminando la specialistica in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti a Napoli) ed il lavoro di responsabile in un negozio di abbigliamento, perchè la crisi ha colpito anche il settore scolastico, caratterizzato, come tutti gli altri, da caos e precariato. Si definisce una “contraddizione in termini”, perchè nella sua arte è moderno, ma gli piace leggere libri del passato, la narrativa soprattutto, che permette di sviluppare l’immaginazione, e gli piace la letteratura verista. Oltre a leggere, ama viaggiare ed ascoltare musica, in particolare Marina Rei, Placebo, Linking Park e Katie Melua. E’ fragile e forte allo stesso tempo, sensibile, riflessivo, caparbio, nonostante l’ambiente artistico avellinese non aiuti come dovrebbe le giovani leve. Si imbarazza quando gli si chiede se può definirsi un artista, sfoderando rare doti di umiltà e concretezza. Sogna, certo, ma sa tenere i piedi ben saldi a terra, senza correre, così, il rischio di montarsi la testa. Nell’arte gli piacciono la matericità e la forza, mentre nella quotidianeità, sostiene di essere «barocco ed eccessivo», perchè si ritiene figlio di questa generazione. Nel 2004 ha intrapreso la docenza presso i corsi di ceramica dell’Università Irpina del tempo Libero e nel 2008 ha curato le scenografie ed i costumi per la rappresentazione teatrale de “I campi di Dora” di Claudio Grattacaso per la regia di Antonello De Rosa presso il Teatro Augusteo di Salerno. Dal 2002 ad oggi ha realizzato una lunga serie di mostre collettive in Campania, Puglia, Lazio, Toscana, Polonia e Finlandia. La pittura e la scultura sono per lui una risorsa ed un essenziale strumento di espressione della sua personalità. Gli permettono, infatti, di lavorare sulle sue emozioni, sulle sue incertezze, sulle sue paure, “mettendole in mostra”. Perchè, come diceva lo scrittore Umberto Saba «l’opera d’arte è sempre una confessione» e, come sostiene Renato De Vallier, « la vera arte è espressa da uno stato di disagio, qualunque esso sia»</p>
<p><span id="more-214"></span></p>
<p>I.: “Claudio, quando e come ti sei avvicinato al mondo dell’arte?”</p>
<p>C.: « Non c’è un momento preciso. La mia passione per l’arte è spontanea, l’ho sempre amata, sin da piccolo. Ricordo ancora la gioia e l’emozione che provai quando mio fratello Rodolfo mi regalò il mio primo cavalletto e la scatola di colori ad olio. Poi, nel 1999 mi sono iscritto all’Istituto d’arte, ed i miei professori, in particolare, Pia Fuccillo, Michele Villani e Giorgio Femia, mi hanno avvicinato sempre di più a questo mondo, al quale ormai mi sento legato indissolubilmente».</p>
<p>I.: “Da quale movimento artistico sono ispirati i tuoi lavori?”</p>
<p>C.: « I miei lavori si ispirano all’arte espressionista, che io apprezzo molto perchè è vicina ai giovani e rappresenta tutto ciò che accade nel mondo oggi, testimoniandolo con linguaggi forti, a volte criticati. Il mio artista preferito è il tedesco Anselm Kiefer. E’vicino alla mia idea di pittura: paesaggi e forme materiche, con elementi naturali applicati su tela. Le sue opere sono intrise di pathos, di una tensione emozionale legata ai ricordi ed alla storia».</p>
<p>I.: “Che cosa esprimono le tue opere?”</p>
<p>C.: « Le mie opere sono espressione del male di vivere contemporaneo. Io utilizzo la pittura come autoterapia: mi permette di guardarmi dentro, di fare analisi, di riflettere su quello che sono, su quello che voglio, su quello che vorrei essere e diventare. Nei miei dipinti uso colori naturali che richiamano la natura, la terra. I miei lavori potrei definirli “notturni”, perchè uso colori bui, colori nei quali c’è un mondo da cercare, scavare e scovare. Quando si pensa ad un quadro da appendere nella propria casa si pensa ad un quadro allegro, dai colori vivaci. Io, invece, sono dell’opinione che l’arte non è solo colori gioiosi e se si scelgono i miei quadri allora vuol dire che se ne coglie il messaggio. E’ un po’ come accade con l’abbigliamento. La maggior parte delle persone dice di apprezzare i colori accesi, ma poi quando si veste predilige il nero, perchè il nero è elegante. Ed il nero è il colore che più mi rappresenta».</p>
<p>I.: ”Il tuo passato ha influenzato il tuo lavoro?”</p>
<p>C.: « Sì, ha influito in maniera determinante, perchè a 18 anni ho perso mio padre, e molti miei quadri sono ispirati a lui, ma anche alla mia infanzia ed alla campagna in cui sono cresciuto».</p>
<p>I.:”Qual è la tua fonte di ispirazione?”</p>
<p>C.: «La mia fonte di ispirazione sono i miei viaggi, soprattutto in Sardegna. Amo la Sardegna, ma non quella turistica, bensì quella arcaica, antica, selvaggia, interna, legata alle tradizioni. E poi sono legato da poco alla Polonia dove ho studiato per 7 mesi a Poznan con il progetto Erasmus».</p>
<p>I.:” Si dice che creare un’opera d’arte sia un po’ come fare un figlio. Quanto sei legato alle tue opere? Qual è la tua opera a cui sei più legato? Perchè?”</p>
<p>C.: «Sono legato a tutte le mie opere, ma in particolare a due: il primo quadro con cui mi sono cimentato intorno ai 13-14 anni, una copia de “Il vaso con i girasoli” di Van Gogh di cui ho solo memoria perché è andato perso, ed il mio primo quadro realizzato in Accademia. E’ un quadro astratto del 2005. Si chiama “Sospeso aspettando domani”. E’ appeso sul mio letto, e non me ne separerò mai. E’ una ferita ideale raffigurata da un’ellissi. E’ un quadro che mi rappresenterà sempre, ci sono le mie ferite celate e mai rivelate, ma per gli altri fruitori può rappresentare una ferite dell’anima, del corpo e della mente con cui spesso si convive».</p>
<p>I.:”Ad Avellino c’è spazio per l’arte?”</p>
<p>C.: « Concretamente si potrebbe fare di più, ma non lo si fa perchè ci sono notevoli lacune nel modo di concepire l’arte. Gli avellinesi non sono abituati a vivere l’arte. Quei pochi eventi artistici realizzati in gallerie o strutture pubbliche non trovano riscontro generale, ma restano nascosti e di nicchia. Ci sono associazioni che sostengono di diffondere l’arte, ma sono fini a se stesse. L’arte in Irpinia è troppo spesso confusa con altri eventi e viene vista come contorno o riempitivo. Si invitano artisti provenienti da altre parti d’Italia o del mondo, ed, invece, si dovrebbe investire sui giovani irpini, dar loro fiducia, incoraggiarli. Bisognerebbe valorizzare le associazioni locali ed i forum giovanili e non cercare sempre gli artisti al di fuori dell’hinterland avellinese. Ce ne sono tanti di artisti irpini di valore. Io, ad esempio, apprezzo molto i TTOZOI, pseudonimo di Stefano Forgione e Pino Rossi, che realizzano le loro opere attraverso la proliferazione di muffe su tela, lasciando che queste divengano naturalmente evento artistico. Purtroppo c’è poco riscontro nelle istituzioni. Dicono che non ci sono fondi, ma manca completamente l’organizzazione nella creazione di eventi, perchè non c’è interesse a farlo. Siamo nell’era del favoritismo, nessuno ti ascolta se non ti conosce o non gli servi a qualcosa, soprattutto se sei giovane. Ed è per questo motivo che, insieme ad altri giovani artisti irpini, tra cui Eleonora Picariello e Irene Russo, ho fondato “AVVENIRE”, un’associazione che si occupa di creazione ed organizzazione di eventi e mostre. Nel nostro piccolo cerchiamo di diffondere l’arte contemporanea, cercando di coinvolgere i giovani dei Forum, anche attraverso Facebook, per conoscere ed abbracciare l’ambito giovanile. Sui giovani bisogna concentrare lo sforzo maggiore, perchè loro costituiscono il futuro del nostro Paese e la speranza che qualcosa possa davvero cambiare, e la loro partecipazione va incoraggiata elaborando dei progetti concreti».</p>
<p>I.:”Pregi e difetti di Avellino”</p>
<p>C.: «Avellino è una città vivibile ed ordinata. Il suo peggior difetto sono le persone, che poco rispettano le regole e mancano di disciplina. E, poi, se potessi, cambierei la politica, che non soddisfa appieno le esigenze, anche culturali, dei cittadini».</p>
<p>I.:” Sogni, desideri, progetti futuri. Come e dove ti vedi tra 20 anni?”</p>
<p>C.: «Mi vedo a scuola, con i miei studenti a cui comunicare passione ed umiltà artistica, ma anche nella mia casetta con studio, dove vivere in totale tranquillità. Mi piace immaginarmi, però, anche all’estero, ad esempio nella fantastica Provenza o nell’autentica Polonia, alla quale sono da poco affezionato e che, a dispetto di quello che si pensa in Italia, è un paese ricco di impulsi culturali. Mi mancherebbe solo la mia famiglia, per il resto starei bene, perchè all’estero ci sono stimoli ed opportunità che, invece, qui, ad Avellino in genere mancano. Servirebbero più gallerie ed un museo di arte contemporanea, ma so che la strada è impervia e lunga, perchè la maggior parte degli avellinesi non conosce neanche il Museo provinciale di Avellino».</p>
<p>I.:” Gli artisti sono scaramantici. Tu lo sei?”</p>
<p>C.: « No, non sono scaramantico. Credo negli influssi positivi che noi stessi possiamo infondere a noi e a chi ci circonda. Prima di dormire, però, anche se non sono un cattolico praticante, faccio il segno della croce, perchè questo gesto mi dona energia e mi mette in pace con il mondo ed il mio cuore».</p>
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		<title>Per il riscatto della Terra del Sud</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 17:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agostino della gatta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_208" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/01/ponte-21-gennaio-a-cena-con-pino-aprile.jpg"><img class="size-medium wp-image-208" title="ponte 21 gennaio a cena con pino aprile" src="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/01/ponte-21-gennaio-a-cena-con-pino-aprile.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Franca Molinaro e Pino Aprile</p></div>
<p>_di Franca Molinaro &#8211; da Otto Pagine 29 gennaio</p>
<p>Il Giardino della Grande Madre &#8211; Per il riscatto della Terra del Sud<br />
Sabato 21 gennaio ci sono stati due appuntamenti importanti in due province differenti, uno a Castel Baronia (AV) per la prima del “Sabato Letterario” istituito dal Comune, il secondo a Ponte (BN), voluto fortemente dall’Associazione “Il Ponte” e dal “Partito del Sud” gruppo sannita, per la presentazione del libro di Pino Aprile “Giù al Sud”. Lo stesso tema per entrambi le manifestazioni: revisione della storia del Sud.</p>
<p><span id="more-207"></span>Nel comune irpino, per la presentazione del libro di Mariano Bocchini, “Niccola Nisco Un liberale tra le contraddizioni del Risorgimento”, il clima è stato caldo, l’intervento del prof. Rovito, docente di Diritto Medievale e Moderno, è stato severo ma anche offensivo nel definire i nuovi borbonici: poveri ignoranti miserabili. Le sue osservazioni, precise nel definire i tipi umani e le circostanze storiche hanno evitato argomenti troppo compromettenti. Ha concluso affermando che per fare storia corretta non bisogna né santificare né demonizzare, giustissimo. In quanto a demonizzare (il Sud naturalmente) ci pensò ampiamente il Lombroso e Pino Aprile, nel suo ultimo libro spiega come, oggi, a Torino, possa esistere un museo dedicato al criminologo. In tale museo sono esposti teschi di briganti calabresi corredati di nome, secondo lo studioso questi individui sarebbero stati i modelli criminali per eccellenza, mentre teschi di uomini padani, esempi tipici di cretinismo (sempre secondo Lombroso), non recano alcuna didascalia. Pare, comunque, che il cranio dell’illustre professore avesse i caratteri di entrambe le tipologie umane. Il prof. Moricola docente di Storia delle Relazioni Internazionali ha posto l’accento sul concorso delle potenze straniere interessate al declino del Regno delle Due Sicilie e sulla responsabilità degli intellettuali liberali del Sud che si trovarono al governo dopo l’Unità. Indispensabile la precisazione sul fenomeno “brigantaggio”, non delinquenza ma rivolta sociale. Ha concluso l’autore che interagendo con i giovani del Forum ha espresso il suo punto di vista. Ha rammentato quanto non è mai stato detto ufficialmente della storia di quegli anni, gli orrori commessi dall’esercito piemontese e dei lager in cui gli uomini del Sud furono sciolti nella calce. Ha sottolineato come, ancora oggi, le cose sono taciute, la lapide posta a Casalduni, ad esempio, ricorda i morti ma non la mano assassina dei bersaglieri dell’esercito italiano. Per i “briganti” ha citato il sergente Romano, il valoroso militare che continuò a condurre gli sbandati dell’esercito borbonico come un vero esercito a servizio della patria. Insomma, nel suo equilibrato argomentare, il dottor Bocchini ha fatto luce su una pagina di storia che stenta ad essere letta correttamente. Tutto concorde il pubblico numeroso ed attento, disposto ad ascoltare ancora per ore ma il mio pensiero era altrove ed ho evitato il protrarsi della discussione concludendo che siamo tutti per l’Unità a rispetto del sangue versato ma vogliamo che sia fatta chiarezza storica e pretendiamo rispetto. Ho chiesto scusa e sono scappata da Castel Baronia, le venti e trenta, buio fitto e la strada ghiacciata, ho percorso il fondovalle e poi l’autostrada con il cuore in gola e il piede premuto sull’acceleratore, alle nove e trenta ero a Ponte. Il paese a quell’ora ha un fascino straordinario, il centro storico è ben tenuto con i suoi edifici in pietra e una bella chiesa. Mi ha accolta il maresciallo Corbo, insieme abbiamo raggiunto Pino Aprile all’osteria del Brigante, dove aspettava di cenare col gruppo sannita del Partito del Sud e la Fondazione “Il Ponte”. Il locale era caratteristico, tutto in pietra, con diversi cimeli alle pareti ed al banco. L’ambiente piccolo e gli ospiti tanti. Mi sono presentata al “maestro”: “Sono Franca Molinaro della setta di Nusco”, citando le parole del suo libro. Lui ha riso divertito. Gli ho regalato un paio di libri, ho scelto quelli più piccoli per evitargli ingombri ma lui mi ha chiesto quello dei canti popolari, mi è sembrato interessato al tema. Questo mi ha confermato che Aprile ricerca la storia dei popoli attraverso i semplici, studia il lato opposto dei fatti e della cultura ufficiale. Aprile è come i suoi scritti, immediato e sincero, ha risposto alle nostre domande, ha chiacchierato serenamente con tutti. Ci siamo seduti per cenare, gomito a gomito ma, tra un boccone e l’altro, è stato difficile parlargli, gli amici avevano tanto da chiedergli e raccontargli, io ho preferito ascoltare. Ha tanto lavoro in programma ed è rammaricato perché sta trascurando il mare sua grande passione. Fino a “Terroni” ha alternato un libro sul mare ed uno sull’Appennino, ora ha trasgredito ed ha continuato sullo stesso tema con “Giù al Sud”. Gli ho chiesto se posso scrivere di lui nonostante la mia modesta statura, lui ha detto di essere lo stesso di qualche anno fa l’unica differenza è nei quintali di carta in più. Gli ho confessato che vicino a lui, scrittore e giornalista di spessore ed esperienza, io, modestissima scrittrice di provincia, mi sento la più piccola delle allieve. La risposta è stata straordinaria: “Io conosco delle cose tu ne conosci altre, guai se conoscessimo tutti le stesse cose”. Mi ha lasciata senza parole, ha umiltà e semplicità di linguaggio, si fa ascoltare con piacere infinito. Gli ho parlato del  motivo per cui adoro la sua scrittura, lui è uno che dice le cose come stanno e riesce a coglierne tutte le sfumature. Non gli sfugge nulla, delle piccole realtà comprende lo spirito e le spinte positive che le animano. A differenza di certa altra letteratura, i suoi scritti trasmettono una energia creatrice, un desiderio di fare, di agire, di rimboccarsi le maniche, induce a capire che ognuno è artefice di se stesso, molto dipende dalla determinazione. Pino vede i giovani delle nuove generazioni tenaci e competenti, pronti a organizzarsi e combattere, sempre attivi; penso ai miei ragazzi a Castel Baronia, sicuramente andrebbero d’accordo. -Mi piacerebbe tanto- gli confido -che gli scrittori locali, anche quelli con discreto successo, sapessero vedere il proprio territorio con i tuoi occhi, che avessero la tua grinta invece di piangersi addosso-. Lui mi spiega che chi è dentro non vede, per chi è fuori è più facile  osservare e capire come stanno le cose. E così, dall’esterno, racconta la nostra storia, quella passata e quella presente, dedicando a tutti la sua attenzione, citando tutti per meriti e difetti. Con la sua scrittura diffonde le verità sottaciute negli ultimi 150 anni e innalza un monumento a chi ha pagato innocentemente. È per questo che il paese di Ponte gli ha simbolicamente consegnato le chiavi della città. Aprile ha una voce coraggiosa e forte, parla semplice ed è vicino al popolo. I tanti movimenti silenziosi pronti a restituire dignità al Sud, hanno finalmente trovato, nella voce di Aprile, la loro voce.</p>
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		<title>IO E LA MUSICA CI TENIAMO COMPAGNIA</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 20:19:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agostino della gatta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Utenti Irpiniaturismo.it]]></category>
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<p>_di Gaetana Di Zenzo</p>
<p>Intervista a Silvia Mazza, la cantante “comunicatrice” con la passione per il pop ed il marketing</p>
<p>Se è vero, come dice Nietzsche, che “senza musica la vita sarebbe un errore”, allora, la sua di vita, è ben spesa. Eh sì, perchè Silvia Mazza, una delle voci più eleganti e raffinate del panorama musicale avellinese, le sette note ce le ha nel sangue, insieme alla passione per l’arte in generale. E’ giovanissima (compirà ventiquattro anni il prossimo 20 luglio), ma l’esperienza non le manca. Infatti, può già vantare un curriculum artistico di tutto rispetto, come autrice, interprete, attrice e speaker radiofonica. Diplomata in teoria e solfeggio presso il “Conservatorio Cimarosa” di Avellino, ha studiato tecnica vocale e frequentato i corsi di preparazione artistica e di interpretazione presso l’”Accademia Green Music”. Inoltre, ha preso parte a fiction e format televisivi musicali per emittenti private satellitari ed  ha gareggiato come cantautrice in numerosi concorsi nazionali, riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica: nel 2002 ha partecipato al “Festival di Castrocaro Terme” ed al “Festival di Napoli”; nel 2003, al “Festival di S. Valentino” ed al “Premio Mia Martini”, conquistando il “premio Rivelazione 2003”; nel 2005 al “Premio International Musical”, classificandosi tra i finalisti ed ottenendo, così, la possibilità di diventare, nel 2006, la protagonista femminile, di un musical inedito, “Prova a dire t’amo”, del quale è stata anche autrice; nel 2009 e nel 2010 è arrivata seconda nella sezione &#8220;Brani inediti&#8221; al “Festival Vannulo”.</p>
<p><span id="more-199"></span></p>
<p>Secondo il compositore austriaco Arnold Schoenberg , “il talento è la capacità di imparare”, e Silvia, per affinare la sua vena compositiva, ha sempre cercato di apprendere quanto più possibile dagli autori con cui ha avuto modo e fortuna di collaborare finora: Roberto Fia (autore della RCA, di artisti come Gianni Morandi), Aldo Donati (ex membro del gruppo “Schola Cantorum” ed autore di artisti come Mina e Donatella Rettore), Pino Pavone e Loriana Lana. Nel 2007 è stata impegnata nella produzione del suo primo album, 11 brani di ispirazione pop-soul, di cui ha curato la stesura insieme all’arrangiatore e compositore Francesco Di Tullio ed a musicisti del calibro di Maurizio Fiordilisio (Giorgia, Gigi D’Alessio, Marina Rei) e Vittorio Riva (Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Giorgia, Ornella Vanoni). L’anno successivo ha debuttato sul piccolo schermo come vocalist della Big Band di Paolo Belli prima nel reality &#8220;Uomo e Gentiluomo&#8221; e, poi, nel programma “Ballando con le stelle”, entrambi in onda su Rai Uno ed entrambi condotti da Milly Carlucci. Nell’ottobre dello stesso anno un suo brano, “Vera”, è stato inserito in &#8220;Canzoni”, una compilation di brani di giovani cantautori, pubblicata dall’etichetta indipendente Magma Music. Nel 2010 è stata impegnata come vocalist nella tournèe teatrale &#8220;Tutto questo&#8230;danzando&#8221; insieme ai ballerini di “Ballando con le stelle”. Di sè dice: “sono determinata, sognatrice, istintiva, curiosa ed ipersensibile, ed amo dare emozioni in musica, cantando e scrivendo”. La sua filosofia di vita è: “nell&#8217;attesa di dimostrare a noi stessi ed al mondo quello che siamo, si vive”. Dunque, pur sviluppando la sua passione per il canto e pur aspirando, un giorno, a calcare i più grandi palcoscenici del mondo, parallelamente alla carriera artistica ha completato brillantemente il suo percorso di studi, diplomandosi presso il liceo scientifico tecnologico Imbriani di Avellino. Successivamente, convinta che la musica sia “arte comunicativa” e che ci sia un legame profondo tra musica e comunicazione, si è iscritta alla facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Università degli studi di Salerno e, nel 2010, ha conseguito la laurea triennale. Attualmente è impegnata come vocalist in teatro ed in tv, e lavora come PR per una società di formazione di Avellino, la MM Consulting Group Formazione. La  musica, però, non è il suo unico interesse. Le piace leggere (i suoi scrittori preferiti sono Arthur Golden, Oscar Wilde, Lois Lowry, Leo Buscaglia), scrivere, viaggiare ed occuparsi della comunicazione a tutti i livelli, compresi la pubblicità ed il marketing. Il suo punto di riferimento è la famiglia, che definisce “tradizionalista, unita e perbene”, che le ha trasmesso il senso del sacrificio e della dedizione, essenziali per perseguire i propri obiettivi nella vita, di qualunque natura essi siano, e che l’ha sempre supportata, moralmente ed economicamanete, anche a chilometri di distanza, ma che ha saputo anche dirle di no quando le occasioni lo hanno richiesto. Silvia è una che la musica la sente, la respira, la percepisce come entità viva e vitale capace di donare forza ed energia e di raccontare le emozioni che le parole non riescono ad esprimere. Parafrasando una sua canzone, si potrebbe dire che quando canta si “sente più vera, scioglie i nodi dei mille segreti che ha in sè, e ogni sguardo la sfiora”. Di classe e di grinta ne ha da vendere e la sua voce intensa incanta e colpisce al primo ascolto. Perchè artisti si nasce e lei, come direbbe Totò, “modestamente lo nacque” ed ora, dopo aver fatto tanti sacrifici, sta finalmente raggiungendo la sua meta.</p>
<p>I.: ”Silvia, quando e come ti sei avvicinata al mondo della musica?”<br />
S.: «Da piccola disegnavo intere collezioni di abiti femminili e sognavo di fare il medico o la veterinaria. Poi, all’età di sette anni mi sono avvicinata per gioco ad un pianoforte che era in casa, ed ho iniziato a vedere il mio futuro professionale in maniera diversa da come l’avevo immaginato fino ad allora. C&#8217;è stato, però, un evento particolare che mi ha permesso di capire che la musica avrebbe avuto un ruolo preponderante nella mia vita, ed è stato l&#8217;incontro con due persone per me speciali: Octavian e Laura Cristea Nechita, musicisti rumeni ormai da anni in Italia che sono stati i miei insegnanti. Devo ringraziare loro se oggi conosco e amo la musica. Posso, quindi, dire di essere cresciuta cantando e dando sfogo alla mia creatività scrivendo canzoni».</p>
<p>I.: “Che cos’è per te la musica?”<br />
S.: «E’ difficile spiegare in poche parole che cosa è per me la musica. La musica per me è fondamentale, è la mia vita, è parte di me, è sempre presente in ogni mia attività. Se dovessi definirila, direi che è un&#8217;amica che non tradisce mai».</p>
<p>I.: “Qual è il tuo genere musicale preferito? C’è un artista in particolare al quale ti ispiri?”<br />
S.: «Non ho un genere musicale preferito, mi piace ascoltare un po’ di tutto: dal repertorio classico alla musica pop, dal soul alla musica black, al rock. La mia &#8220;playlist tipo&#8221; comprende artisti differenti, come Marvin Gaye, Alice Smith, Camille, John Mayer, Alicia Keys, Beyoncè, Cat Power, Radiohead, Muse, Jason Mraz, Caetano Veloso e tutti i grandi autori brasiliani, Bill Withers, Earth Wind &amp; Fire, Celine Dion, Ivano Fossati, Stadio e tutti i grandi cantautori italiani. Sono fermamente convinta che tutti noi siamo il prodotto di quello che assimiliamo, incontriamo, ascoltiamo lungo il nostro percorso, e nella musica questo aspetto è ancora più forte, perciò non mi ispiro ad un artista in particolare. Preferisco non pormi limiti nè restrizioni per poter imparare quanto più possibile da tutti i grandi musicisti e da tutte le persone che ho avuto ed ho il privilegio di incontrare lungo il mio percorso artistico. Il mio obiettivo principale, comunque, resta quello di capire chi sono io, ed ho ancora tanta  strada da fare prima di trovare una risposta a questa mia domanda».</p>
<p>I.: “Che cosa pensi dei talent show?Parteciperesti mai o preferisci la classica gavetta fatta di live e rifiuti da parte dei discografici?”<br />
S.: « Oggi quasi tutti fanno musica e c’è grande competizione, soprattutto tra i musicisti emergenti, che hanno bisogno di visibilità per farsi conoscere. Le case discografiche non sono più disposte ad investire, per questo alcuni decidono di autoprodursi, mentre altri cercano di farsi conoscere attraverso i media. La radio, la televisione, la carta stampata ed il web costituiscono, infatti,  importanti fonti di pubblicità per chi muove i primi passi nel mondo dello spettacolo. In particolare, credo che i talent show, non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo, siano il modo più immediato per acquisire consensi da parte del pubblico, essendo veicolati dalla televisione, che è il media popolare per antonomasia. Sarei ipocrita se dicessi che non mi interessano, perchè costituiscono un ottimo ed immediato trampolino di lancio, però, allo stesso tempo mi spaventano molto. In fondo tutti i partecipanti a questi format televisivi, fatta eccezione per rari casi, finiscono col diventare prodotti commerciali che lasciano il tempo che trovano, perchè una volta fuori dal programma, inizia per loro la vera gavetta, e non è semplice guadagnarsi giorno per giorno l&#8217;affetto del pubblico, nonostante questo abbia imparato a conoscerli. Gli spettatori, infatti, non si accontentano, ma richiedono dimostrazioni continue della bravura e della competenza di un artista, e così come velocemente lo osannano, se questo non rispetta le loro attese, tanto rapidamente lasciano che cada nel dimenticatoio. Dunque, ritengo sia fondamentale studiare e lavorare molto per affermarsi, perchè i talent regalano la popolarità, ma se questa non è supportata da basi solide, ci mette poco a svanire nel nulla. La conoscenza della musica, per un cantante, è importante quasi quanto per un attore lo studio della dizione. Inoltre, è essenziale, secondo me, lavorare con passione, sia che ci si esibisca davanti ad un nutrito pubblico su un importante palcoscenico, sia che ci si esibisca in piccoli locali o feste di paese. Per quanto riguarda Internet, credo che la tecnologia, ed in particolare Myspace, sia fondamentale per chi, come me, vuole intraprendere la carriera artistica, in quanto è un buon canale di promozione per la propria immagine e la propria musica».</p>
<p>I.: “Qual è la canzone che hai scritto alla quale sei più legata. Perchè? Che differenza c’è tra il cantare una propria canzone ed il cantare una canzone scritta da qualcun altro?”<br />
S.: « Ci sono tante idee, parole, melodie che fanno parte di me, mi raccontano e mi emozionano. Sicuramente chi mi conosce adora &#8220;Vera&#8221;, che è la canzone a cui sono più legata anch&#8217;io. Racconta la mia crescita, il mio cambiamento. Ora, però, è tempo di nuove musiche, nuove parole che raccontino chi è Silvia oggi. Quando si interpreta un proprio brano nessuno può conoscere ed esprimere meglio di te le emozioni che vuoi raccontare. Quando, invece, si vestono i panni di interprete si percorre un&#8217;altra strada, ed in questo caso il rapporto con l&#8217;autore è fondamentale. Se non si crea la giusta empatia, non basta una voce ad esprimere ciò che l&#8217;autore cerca. In questo senso, fortunatamente, non ho mai avuto difficoltà e, ultimamente, la collaborazione nata con l&#8217;autore Francesco Cairo ne è la prova».</p>
<p>I.: “Ad Avellino c’è spazio per la musica?”<br />
S.: «Ogni realtà ha la propria cultura e le proprie preferenze. Ci sono molti gruppi e cantanti avellinesi che riescono a fare musica nel nostro hinterland e questo è un segnale positivo, se si considera che Avellino è una piccola città e non offre molte opportunità ai giovani musicisti. Le iniziative della nostra provincia, per gli artisti emergenti, fino a qualche tempo fa erano sporadiche e fini a se stesse. Ultimamente qualcosa è cambiato: sono nate associazioni, è stato istituito il forum per i giovani, sono stati finanziati progetti culturali, ma c&#8217;è bisogno di spinte maggiori per far sì che un giovane avellinese di talento e con grandi capacità possa decidere di restare qui per costruire il suo percorso professionale. Ci sono numerosi e palesi differenze tra l’Italia ed il resto del mondo, non solo riguardo al &#8220;puntare sui giovani&#8221;. Infatti, all’estero la musica viene considerata una risorsa ed il talento e le capacità vengono valorizzati molto di più rispetto al nostro paese. Dovrebbe, quindi, cambiare il modo, tutto italiano, di concepire la musica, in modo che questa possa ricevere un maggior supporto. Spero che in futuro saranno organizzate maggiori e più forti iniziative culturali nella nostra provincia, in modo che i giovani irpini possano appassionarsi alla musica ed avere più occasioni di esprimere il proprio talento. In ogni caso, oggi siamo nell’era di Internet che, fortunatamente, ha creato nuovi spazi per la musica e per gli artisti che vogliono promuovere le proprie idee. Ormai tutto scorre sul web e la condivisione creativa non ha più limiti spazio-temporali».</p>
<p>I.: “Pregi e difetti di Avellino”<br />
S.: «Avellino è una città vivibile e tranquilla, con bellezze naturali che nulla hanno da invidiare ad altre realtà. Ho sempre avuto il desiderio di andar via dalla mia città, ma più per la voglia di conoscenza che per &#8220;fuggire&#8221;, ed il mio lavoro mi ha aiutato in questo, perchè mi ha permesso di viaggiare e di visitare sempre posti nuovi. Lo scorso inverno, però, dopo aver girato l&#8217;Italia in tournèe teatrale, mi sono trasferita a Roma per &#8220;Ballando con le stelle&#8221; ed ho avuto modo di apprezzare i pregi della mia città. La capitale, infatti, l’ho sempre amata per la bellezza, la sua storia, il calore della gente, ma è una realtà eccessivamente caotica. Per quanto riguarda, invece, i difetti di Avellno, questi riguardano principalmente i suoi abitanti, che non apprezzano e non rispettano il proprio territorio, l&#8217;ambiente in cui vivono e le opere pubbliche realizzate negli ultimi tempi. La situazione potrebbe migliorare, ma affinchè ciò avvenga dovrebbe esserci un impegno generale ed è difficile cambiare la mentalità di un&#8217;intera cittadinanza.  Bisognerebbe investire di più in comunicazione, per far sì che il senso di &#8220;bene comune&#8221; e &#8220;amore per la propria terra&#8221; siano resi più forti in una provincia ancora troppo &#8220;distratta&#8221;. Come pretendiamo che Avellino cresca se i primi a non apprezzarla siamo noi? Inoltre, Avellino è una piccola realtà nella quale è quasi impossibile avere contatti con culture e nazionalità differenti e presenta pochi punti d&#8217;attrazione per attirare giovani da altre parti d&#8217;Italia o del mondo. Spero davvero che, in futuro, le cose cambino, perchè Avellino è una città meravigliosa che potrebbe offrire molto di più di quel che mostra e merita più di ciò che ha attualmente. E&#8217; come un talento inespresso con le mani legate da chi ha interessi più grandi nel lasciarla così com&#8217;è piuttosto che vederla crescere».</p>
<p>I.: “Qual è l’esperienza professionale che ti ha lasciato di più finora?”<br />
S.: « Credo che ogni evento possa insegnare sempre qualcosa di nuovo. Comunque, l&#8217;esperienza professionale per me più importante finora è stata sicuramente l&#8217;ultima edizione di &#8220;Ballando con le stelle&#8221;. E’ stata una grande palestra musicale grazie alla quale ho imparato tanto, ma soprattutto che l&#8217;impegno costante e la massima attenzione sono condizioni necessarie per svolgere un buon lavoro di squadra».</p>
<p>I.: “Sei soddisfatta dei risultati raggiunti finora?”<br />
S.: « Oltre al canto, al quale mi sono avvicinata quasi per gioco, durante gli anni dell’università ho avuto modo di sperimentare anche la conduzione radiofonica per “Unis@und webradio”, che è la radio ufficiale dell’Università di Salerno, e questa esperienza mi ha aiutato molto dal punto di vista comunicativo, perchè mi ha permesso di migliorare il mio approccio con il pubblico. Mi reputo fortunata perchè da sempre convivo con le mie più grande passioni che mi hanno donato ottime soddisfazioni, quindi posso dire di essere contenta del lavoro svolto e dei risultati raggiunti finora, pur essendo consapevole del fatto che sono giovane ed ho ancora tanto da imparare. Non ho grandi rimpianti. Rifarei tutto ciò che ho fatto, ma impegnandomi ancora di più, perchè si può sempre migliorare. Durante l’ultimo anno lavorativo ho avuto modo di attraversare diversi momenti di sconforto e di soddisfazione, però è giusto che sia così, perchè esperienze e responsabilità importanti prevedono anche questo. La mia paura più grande è quella di non riuscire a dimostrare agli altri quanto valgo, ma, poi,essere apprezzata solo ed esclusivamente per il lavoro svolto e per la professionalità mostrata è la mia più grande soddisfazione».</p>
<p>I.: “Sogni, desideri, progetti futuri. Come e dove ti vedi tra 20 anni?”<br />
S.: «Amo l’arte e lo spettacolo in tutte le sue forme. Quando ho scelto di fare un musical, l’ho fatto perchè in quel momento sentivo di poter esprimere la mia vene artistica in quel modo. Se non avessi intrapreso questo percorso, forse avrei lavorato con i bambini come educatrice, ma in ogni caso la comunicazione e la musica sarebbero state parte integrante della mia vita lavorativa. I miei programmi futuri riguardano ancora la musica. Sto lavorando ad un nuovo progetto musicale come interprete ed autrice, insieme a grandi menti creative, e spero che possa avere lo spazio che merita. Mi piacerebbe poter duettare con un autore italiano che stimo molto, Ivano Fossati. Inoltre, vorrei continuare a collaborare con persone che credono in me, vorrei continuare ad emozionarmi facendo questo lavoro e vorrei fare tante altre esperienze interessanti. Se in Irpinia ci fossero più opportunità rimarrei senza esitazioni, ma nella vita non si sa mai. Sicuramente la volontà di tornare non manca, anche perchè, più in là, mi piacerebbe avviare una mia attività ad Avellino nel settore della comunicazione. Tra 20 anni mi vedo come oggi, con lo stesso spirito, la stessa voglia di cantare, con qualche nuova consapevolezza e qualche ruga in più, ma sicuramente una madre che avrà tanto da raccontare ai propri figli»</p>
<p>I.: “Che cos’è per te il successo?”<br />
S.: « Avere successo per me significa realizzare qualcosa ed essere apprezzata dalle persone che ho accanto, non solo perchè mi vogliono bene, ma perchè mi stimano davvero. Il successo se arriva ben venga, però, anche nel caso in cui non dovesse arrivare, so per certo che la musica continuerà ad esserci per me, ad essere la protagonista della mia vita, a prescindere da come vadano le cose».</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irpiniaturismoit.wordpress.com/199/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irpiniaturismoit.wordpress.com&amp;blog=23798240&amp;post=199&amp;subd=irpiniaturismoit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La presentazione del libro di Lucia Annunziata&#8230;..in Irpinia</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>agostino della gatta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_196" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/01/casa-cantoniera-a-cassano.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-196" title="casa cantoniera a Cassano" src="http://irpiniaturismoit.files.wordpress.com/2012/01/casa-cantoniera-a-cassano.jpg?w=150&#038;h=100" alt="" width="150" height="100" /></a><p class="wp-caption-text">casello ferroviario nei pressi di Cassano Irpino</p></div>
<p>La presentazione del libro di Lucia Annunziata:” il potere in Italia”, ha dato l’opportunità alla giornalista di tornare in Irpinia dove ha trascorso parte sei suoi anni giovanili . Seguendo la vita girovaga del padre, ferroviere sulla linea Avellino-Rocchetta, la giornalista ha conosciuto la popolazione irpina ed il suo territorio nelle sue più varie sfaccettature. Noi di in_loco_motivi sapevamo di questa sua “vita” irpina e abbiamo voluto farle omaggio di una foto che ritrae il casello ferroviario, sito nei pressi di Cassano Irpino, dove ha vissuto per alcuni anni. E’ l’unico casello che si ostina a non morire come sta avvenendo per la Avellino-Rocchetta.</p>
<p>A lei inviamo una lettera che descrive il perché della nostra battaglia per farla riaprire e cogliamo l’occasione per estenderla ai tanti che erano presenti nella sala dove si è tenuta la presentazione del libro e che sono gli stessi che possono farla riaprire.</p>
<p><span id="more-195"></span></p>
<p>“Se vuoi capire perché si parla di “verde Irpinia” devi prendere il treno che da Avellino ti porta a Rocchetta Sant’Antonio. Se viaggiando tieni un poco i finestrini aperti, lungo quasi tutto il tragitto la natura si riverserà su di te. Foglie leggere e gocce d’acqua, se piove, si appoggeranno sulle tue gambe e sul tuo ventre, ma tu non ti risentirai per questo, anzi ti divertirai di fronte alla natura che s’impone e ti coinvolge nella sua briosa freschezza. Tutto intorno è verde, di diverse tonalità, e quando arriva la neve tutto si trasforma portandoti in un paesaggio onirico in cui cogli la sensazione di stare davvero nel grande presepe, fatto di tanti, piccoli presepi che sono i paesi irpini. Alcuni li vedi, altri li immagini perché stanno sopra o sotto di te, a destra o a sinistra, dietro le colline. Sei preso dalla curiosità infantile di scorgerli e di riconoscerli, ma quando questo non accade non te ne duoli perché sai che stanno lì ad aspettarti, in attesa che tu vinca la pigrizia e decida di visitarli. Te li rammentano le scritte sui muri delle stazioncine, spesso piccole e abbandonate, con le aiuole rinsecchite e le staccionate divelte, risultato della politica di taglio dei “rami secchi”. Perché scomodare gli alberi per descrivere la dismissione di un’attività che ha ancora senso e utilità nella vita delle nostre comunità?” Sono queste le considerazioni di uno dei circa 3000 partecipanti alle nostre iniziative che dal settembre 2009 hanno avuto l’opportunità di conoscere il paesaggio irpino attraverso un mezzo di trasporto particolare per la nostra realtà: il treno irpino del paesaggio. Oltre duemila studenti avevano già prenotato il viaggio con il treno irpino del paesaggio per il 2011 un modo nuovo ed educativo per conoscere il proprio territorio ed altre migliaia di persone da trasportare in treno nei nostri paesi lontani da circuiti turistici rinomati..si fa per dire. Restano, purtroppo, i problemi di un territorio, quello delle zone interne della Campania, abitato da appena il 20% della popolazione campana a fronte di una vastità dello stesso dell’80%, su cui si abbattono i cosiddetti “tagli lineari” della finanziaria o le famigerate “soglie minime” di fruibilità dei servizi pubblici per cui di conseguenza si tagliano ospedali, trasporti, scuole etc. Altro che solidarietà, termine che vale solo per la “munnezza”….? In questo contesto ecco che anche la storica ferrovia Avellino-Rocchetta va cancellata. Dal 13 dicembre, infatti, la Regione Campania dopo 117 anni ha deciso che la nostra ferrovia debba diventare un ricordo uno dei tanti che stanno costellando gli ultimi anni della memoria irpina. Noi di “Inloco_motivi” siamo convinti che: • è realistico mantenere viva nell’opinione pubblica ed aprire alle nuove generazioni la memoria e la conoscenza del patrimonio ferroviario irpino – di rilevante valore storico e culturale – come vettore di una mobilità “dolce”, da godere, capace di favorire incontri di comunità, riappropriazione di un senso identitario in una visione avanzata , alternativa, ambientalmente compatibile ed europea dell’uso del treno, • c’è ancora la possibilità per cui il treno possa diventare il mezzo per un turismo rispettoso dell’ambiente, non motorizzato e quindi caratterizzato dalla lentezza per meglio godere del paesaggio che esso attraversa, • si può rivitalizzare e ripristinare una tratta ferroviaria “scarsamente utilizzata” con nuove prospettive e miglior impiego di risorse per sostenere attività turistiche. Sono queste le idee che vorremmo continuare a svolgere sulla scia del cammino intrapreso a settembre 2009 allorquando pioneristicamente insieme a 100 eroi alle 6 di mattina partimmo per Rocchetta. Da allora abbiamo svegliato un sentimento che pareva sopito: l’appartenenza ad un territorio, quello stesso che i tanti cosiddetti esperti del settore turistico, pagati o sovvenzionati profumatamente, dovrebbero promuovere e conservare. Ci ha animato in questo periodo solo la passione e nient’altro e di questo insieme agli altri amici del gruppo ne andiamo fieri. Comunque finisca questa avventura abbiamo dimostrato che dalla base possono nascere idee, progetti ed attività e forse per questo non abbiamo voce. Ci restano le migliaia di strette di mano delle persone che ad ogni viaggio ultimato ci hanno voluto gratificare con un gesto semplice ma significativo dicendoci : grazie per averci fatto conoscere o riconoscere una parte della nostra Irpinia . Noi continueremo a credere e lottare perché ci siano tante prossime volte……per l’Avellino_Rocchetta e domenica 4 marzo saremo presenti nella 5* giornata nazionale delle ferrovie dimenticate: andremo nella stazione di CONZA per denunciare lo scempio che stanno subendo le strutture lì costruite per permettere la realizzazione dell’invaso sull’Ofanto.</p>
<p>Pietro Mitrione</p>
<p>In_loco_motivi</p>
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		<title>“…Ci scusiamo per il disagio…”     (da Trenitaglia &#8211; ti salva la vita)</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 14:58:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francat</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi nella vita non ha mai ascoltato questa celeberrima frase delle Ferrovie dello Stato, causa ritardo treni, dopo lunghe e noiose attese in qualche grande stazione metropolitana o semplicemente nella misera stazione di un piccolo paese sperduto tra le montagne? Eh già, avete udito bene: città o piccolo borgo che sia, Trenitalia non fa sconti. La fatidica frase riecheggia ovunque, oggi più che mai. Dopo aver chiuso i cosiddetti “rami secchi”, storiche tratte ferrate, principalmente situate nell’entroterra, e dopo averne dismesse numerose, con l’incombere dell’attuale crisi, Trenitalia decide, stavolta, non di chiuderne altre, bensì di tagliare numerose corse, di sopprimere gli economici convogli notturni (vedasi i treni che transitavano dall’estremo meridione all’estremo settentrione dello Stivale) e allo stesso tempo di destinarne gli investimenti, i ricavi frutto dei tagli, a migliorare i treni d’èlite. Risultato? E’ facile immaginarselo. Immaginazione di qualcuno che è andata ben oltre la realtà, quasi a sfociare nel surrealismo. E’ così che un giovanissimo professionista regista irpino gira in tempi record il cortometraggio <a title="Trenitaglia - ti salva la vita" href="http://www.youtube.com/watch?v=Etk2LFpNrwE&amp;feature=player_embedded" target="_blank"><em>“Trenitaglia – ti salva la vita”</em></a>, frutto di una sublime e goliardica ironia, sui danni arrecati dai tagli ministeriali e dalle ingiustificabili scelte attuate dall’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. <strong>Giuliano Capozzi</strong>, 28 anni, figlio di quell’Irpinia, alla quale il post-terremoto non ha risparmiato nulla (vedasi a titolo d’esempio – ma che calza a pennello- chiusura della <em>storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta S.A</em>., fortemente voluta e fatta realizzare a fine ‘800 dal politico e critico letterario Francesco de Sanctis ) , sviluppa l’idea dell’attrice e regista <strong>Monica Mariotti</strong>, creando un grazioso quanto geniale short movie, grazie anche alla disarmante e dissacrante interpretazione di <strong>Gian Luca Bianchini</strong>. Surreale per quanto riguarda la trama, i quattro minuti e mezzo di filmato, merito del regista e dell’attore, riescono però a ricreare nello spettatore la spasmodica e reale attesa del celebre ritardo del treno di turno. Il finale, che rivela l’ironia di fondo del corto, ci regala quindi un largo sorriso, ma molto amaro se si pensa che la finzione non è poi così tanto lontana dall’attuale realtà. Dopo tutto, l’idea iniziale, infatti, è stata dettata a Monica dal suo essere pendolare, che quasi quotidianamente si ritrova a far i conti, e come lei anche Gian Luca, con i disagi causati dagli innumerevoli ritardi e dalle continue soppressioni di Trenitalia. <em>Che tu sia Monica o Gian Luca, non disperarti, Trenitaglia ti salva la vita!</em> In rete da alcuni giorni, il video sta spopolando sul web, grazie alla dilagante condivisione sui principali social network.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://irpiniaturismoit.wordpress.com/2012/01/14/ci-scusiamo-per-il-disagio-da-trenitaglia-ti-salva-la-vita/"><img src="http://img.youtube.com/vi/Etk2LFpNrwE/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/irpiniaturismoit.wordpress.com/191/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=irpiniaturismoit.wordpress.com&amp;blog=23798240&amp;post=191&amp;subd=irpiniaturismoit&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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