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Il Bando scade il 15 marzo 2012

Nell’ambito delle attività in corso e programmate l’Agenzia di Valorizzazione e Promozione del Territorio Irpinia Turismo si apre ai giovani creando una prima opportunità di condivisione e crescita comune, e soprattutto creando una prima occasione di lavoro che, seppur temporanea, può garantire dei primi guadagni, oltre a svilupparsi in qualcosa di più nell’immediato futuro, proporzionati ad impegno e capacità.

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In_Loco_Motivi per la 5° Giornata delle Ferrovie Dimenticate - 4 marzo 2012

Programma, maggiori informazioni e prenotazioni per la giornata di DOMENICA 4 marzo 2012 su:

http://www.irpiniaturismo.it/irpiniaturismo/eventi_it/ferroviedimenticate2012/index.php

5° Giornata delle Ferrovie Dimenticate, In_Loco_Motivi c’è

Per la Ferrovia Avellino -  Rocchetta Sant’Antonio

Non arriva il treno, ma si celebra la giornata in stazione.

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gerardo_pepe

_di Gaetana Di Zenzo

“DIVERSO DA CHI?”. INTERVISTA A GERARDO PEPE, LO SCRITTORE PALADINO DEI DIRITTI DEI DOWN

“…Il mondo è rumore e l’esistenza produce frastuono, persino l’erba secca e quindi morta, ieri ho provato a sistemare il prato, ha una voce, ma io non riesco a trattenere alcun suono né riesco a seguire il sentiero del silenzio. A volte penso che il silenzio si nasconda e tocca a noi cercare di scovarlo eppure io non voglio conoscere niente di lui, non voglio arrivare a quello che nasconde.

Se il rumore è l’esistenza, il silenzio appartiene alla morte, al mondo che si crede immobile e perfetto eppure quanto rumore giunge ai morti: i lamenti, le preghiere e il vento che arriva ovunque persino sottoterra. Credo che la morte sia un luogo molto affollato e più rumoroso di quanto si possa immaginare…”

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Il gruppo di lavoro della serata - ph Irpinia Turismo

_di Franca Molinaro

La festa della Candelora, il 2 febbraio, è la conversione cristiana delle feste pagane della luce; per i Celti era la luce rinascente; nella Roma antica era l’inizio del mese dedicato a Giunone Salvatrice e Madre Regina. Durante il mese si svolgevano riti di purificazione che hanno poi generato il nome febbraio. Februaris deriva appunto da februa che alla lettera significa “mezzo di purificazione”. I februa erano panni di lana usati per aspergere il sangue delle vittime sacrificali oppure focacce di farro tostate presenti durante le purificazioni delle case. Februa erano anche le fronde usate dai sacerdoti per cingersi la fronte. Nell’antica Roma i fedeli di Giunone, il 2 febbraio, correvano per la città recando in mano fiaccole accese; la Chiesa, per obliare questa costumanza dedicò il giorno alla Purificazione della Vergine ossia la Presentazione di Gesù al Tempio. Oggi la Chiesa, per la Candelora benedice le candele, simbolicamente benedice la luce, il giorno che si allunga e la natura che si risveglia. A Castel Baronia la Candelora è festeggiata sotto il titolo di Madonna delle Fratte custodita nella chiesa omonima. La festività calendariale coincide con il ritrovamento della sacra immagine della Vergine avvenuto nell’anno 1137 nei pressi del monastero dei Virginiani.

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_di Gaetana Di Zenzo

Intervista a Claudio Valentino, giovane artista montefortese con cui inizia il nostro viaggio nel mondo dei talenti giovani irpini. Classe 1985, da sempre con la passione per la pittura e la ceramica, Claudio ha frequentato prima l’Istituto Statale d’Arte di Avellino, sezione di ceramica, poi il corso ordinario di pittura di Loredana D’Argenio presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, conseguendo il diploma di laurea triennale. E’ abilitato all’insegnamento, ma ora Claudio si divide tra gli studi (sta terminando la specialistica in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti a Napoli) ed il lavoro di responsabile in un negozio di abbigliamento, perchè la crisi ha colpito anche il settore scolastico, caratterizzato, come tutti gli altri, da caos e precariato. Si definisce una “contraddizione in termini”, perchè nella sua arte è moderno, ma gli piace leggere libri del passato, la narrativa soprattutto, che permette di sviluppare l’immaginazione, e gli piace la letteratura verista. Oltre a leggere, ama viaggiare ed ascoltare musica, in particolare Marina Rei, Placebo, Linking Park e Katie Melua. E’ fragile e forte allo stesso tempo, sensibile, riflessivo, caparbio, nonostante l’ambiente artistico avellinese non aiuti come dovrebbe le giovani leve. Si imbarazza quando gli si chiede se può definirsi un artista, sfoderando rare doti di umiltà e concretezza. Sogna, certo, ma sa tenere i piedi ben saldi a terra, senza correre, così, il rischio di montarsi la testa. Nell’arte gli piacciono la matericità e la forza, mentre nella quotidianeità, sostiene di essere «barocco ed eccessivo», perchè si ritiene figlio di questa generazione. Nel 2004 ha intrapreso la docenza presso i corsi di ceramica dell’Università Irpina del tempo Libero e nel 2008 ha curato le scenografie ed i costumi per la rappresentazione teatrale de “I campi di Dora” di Claudio Grattacaso per la regia di Antonello De Rosa presso il Teatro Augusteo di Salerno. Dal 2002 ad oggi ha realizzato una lunga serie di mostre collettive in Campania, Puglia, Lazio, Toscana, Polonia e Finlandia. La pittura e la scultura sono per lui una risorsa ed un essenziale strumento di espressione della sua personalità. Gli permettono, infatti, di lavorare sulle sue emozioni, sulle sue incertezze, sulle sue paure, “mettendole in mostra”. Perchè, come diceva lo scrittore Umberto Saba «l’opera d’arte è sempre una confessione» e, come sostiene Renato De Vallier, « la vera arte è espressa da uno stato di disagio, qualunque esso sia»

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Franca Molinaro e Pino Aprile

_di Franca Molinaro – da Otto Pagine 29 gennaio

Il Giardino della Grande Madre – Per il riscatto della Terra del Sud
Sabato 21 gennaio ci sono stati due appuntamenti importanti in due province differenti, uno a Castel Baronia (AV) per la prima del “Sabato Letterario” istituito dal Comune, il secondo a Ponte (BN), voluto fortemente dall’Associazione “Il Ponte” e dal “Partito del Sud” gruppo sannita, per la presentazione del libro di Pino Aprile “Giù al Sud”. Lo stesso tema per entrambi le manifestazioni: revisione della storia del Sud.

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Silvia Mazza

_di Gaetana Di Zenzo

Intervista a Silvia Mazza, la cantante “comunicatrice” con la passione per il pop ed il marketing

Se è vero, come dice Nietzsche, che “senza musica la vita sarebbe un errore”, allora, la sua di vita, è ben spesa. Eh sì, perchè Silvia Mazza, una delle voci più eleganti e raffinate del panorama musicale avellinese, le sette note ce le ha nel sangue, insieme alla passione per l’arte in generale. E’ giovanissima (compirà ventiquattro anni il prossimo 20 luglio), ma l’esperienza non le manca. Infatti, può già vantare un curriculum artistico di tutto rispetto, come autrice, interprete, attrice e speaker radiofonica. Diplomata in teoria e solfeggio presso il “Conservatorio Cimarosa” di Avellino, ha studiato tecnica vocale e frequentato i corsi di preparazione artistica e di interpretazione presso l’”Accademia Green Music”. Inoltre, ha preso parte a fiction e format televisivi musicali per emittenti private satellitari ed  ha gareggiato come cantautrice in numerosi concorsi nazionali, riscuotendo un ottimo successo di pubblico e di critica: nel 2002 ha partecipato al “Festival di Castrocaro Terme” ed al “Festival di Napoli”; nel 2003, al “Festival di S. Valentino” ed al “Premio Mia Martini”, conquistando il “premio Rivelazione 2003”; nel 2005 al “Premio International Musical”, classificandosi tra i finalisti ed ottenendo, così, la possibilità di diventare, nel 2006, la protagonista femminile, di un musical inedito, “Prova a dire t’amo”, del quale è stata anche autrice; nel 2009 e nel 2010 è arrivata seconda nella sezione “Brani inediti” al “Festival Vannulo”.

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casello ferroviario nei pressi di Cassano Irpino

La presentazione del libro di Lucia Annunziata:” il potere in Italia”, ha dato l’opportunità alla giornalista di tornare in Irpinia dove ha trascorso parte sei suoi anni giovanili . Seguendo la vita girovaga del padre, ferroviere sulla linea Avellino-Rocchetta, la giornalista ha conosciuto la popolazione irpina ed il suo territorio nelle sue più varie sfaccettature. Noi di in_loco_motivi sapevamo di questa sua “vita” irpina e abbiamo voluto farle omaggio di una foto che ritrae il casello ferroviario, sito nei pressi di Cassano Irpino, dove ha vissuto per alcuni anni. E’ l’unico casello che si ostina a non morire come sta avvenendo per la Avellino-Rocchetta.

A lei inviamo una lettera che descrive il perché della nostra battaglia per farla riaprire e cogliamo l’occasione per estenderla ai tanti che erano presenti nella sala dove si è tenuta la presentazione del libro e che sono gli stessi che possono farla riaprire.

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Chi nella vita non ha mai ascoltato questa celeberrima frase delle Ferrovie dello Stato, causa ritardo treni, dopo lunghe e noiose attese in qualche grande stazione metropolitana o semplicemente nella misera stazione di un piccolo paese sperduto tra le montagne? Eh già, avete udito bene: città o piccolo borgo che sia, Trenitalia non fa sconti. La fatidica frase riecheggia ovunque, oggi più che mai. Dopo aver chiuso i cosiddetti “rami secchi”, storiche tratte ferrate, principalmente situate nell’entroterra, e dopo averne dismesse numerose, con l’incombere dell’attuale crisi, Trenitalia decide, stavolta, non di chiuderne altre, bensì di tagliare numerose corse, di sopprimere gli economici convogli notturni (vedasi i treni che transitavano dall’estremo meridione all’estremo settentrione dello Stivale) e allo stesso tempo di destinarne gli investimenti, i ricavi frutto dei tagli, a migliorare i treni d’èlite. Risultato? E’ facile immaginarselo. Immaginazione di qualcuno che è andata ben oltre la realtà, quasi a sfociare nel surrealismo. E’ così che un giovanissimo professionista regista irpino gira in tempi record il cortometraggio “Trenitaglia – ti salva la vita”, frutto di una sublime e goliardica ironia, sui danni arrecati dai tagli ministeriali e dalle ingiustificabili scelte attuate dall’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Giuliano Capozzi, 28 anni, figlio di quell’Irpinia, alla quale il post-terremoto non ha risparmiato nulla (vedasi a titolo d’esempio – ma che calza a pennello- chiusura della storica tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta S.A., fortemente voluta e fatta realizzare a fine ‘800 dal politico e critico letterario Francesco de Sanctis ) , sviluppa l’idea dell’attrice e regista Monica Mariotti, creando un grazioso quanto geniale short movie, grazie anche alla disarmante e dissacrante interpretazione di Gian Luca Bianchini. Surreale per quanto riguarda la trama, i quattro minuti e mezzo di filmato, merito del regista e dell’attore, riescono però a ricreare nello spettatore la spasmodica e reale attesa del celebre ritardo del treno di turno. Il finale, che rivela l’ironia di fondo del corto, ci regala quindi un largo sorriso, ma molto amaro se si pensa che la finzione non è poi così tanto lontana dall’attuale realtà. Dopo tutto, l’idea iniziale, infatti, è stata dettata a Monica dal suo essere pendolare, che quasi quotidianamente si ritrova a far i conti, e come lei anche Gian Luca, con i disagi causati dagli innumerevoli ritardi e dalle continue soppressioni di Trenitalia. Che tu sia Monica o Gian Luca, non disperarti, Trenitaglia ti salva la vita! In rete da alcuni giorni, il video sta spopolando sul web, grazie alla dilagante condivisione sui principali social network.

Aprile 2010 - Viaggio didattico sull'Avellino-Rocchetta

Cari Amici

in occasione della 5° Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate, in programma domenica 4 marzo 2012, è stato  preparato, da Co.Mo.Do., la Confederazione della Mobilità Dolce, un documento sulla DIFESA DEL PATRIMONIO FERROVIARIO a seguito delle recenti dismissioni avvenute con l’entrata in vigore dell’orario invernale 2011 e 2012.
Come ben sapete per la nostra storica Avellino Rocchetta Sant’Antonio sta per accadere quello che ormai da sempre si prospetta : la sua completa soppressione. Dal 13 dicembre 2010 la ferrovia Ofantina, su decisione inopinata, della Regione Campania è “sospesa”. …A nulla è valsa l’esperienza, condotta dalla ASSOCIAZIONE IN_LOCO_MOTIVIi, di promozione territoriale dal basso e senza fondi pubblici che ha visto letteralmente rinascere a nuova vita il treno sulla più antica tratta irpina , come mezzo a servizio del turismo e della conoscenza del territorio.
Invitiamo, pertanto, i vostri lettori, i cittadini  e le Associazioni di sottoscriverlo ufficialmente utilizzando il sito firmiamo.it all’indirizzo: http://www.firmiamo.it/appello-linee-ferroviarie-italiane-dismess-co-mo-do-
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